Donna in bikini in riva al mare

La Mia Escale Infuocata nel Lounge di Parigi

Ero in scalo a Parigi, volo da Roma a New York per lavoro. Mia sorella Juliette mi aveva avvertito: ‘Attenta a Philippe, l’ex, è un lupo. Ha le mie foto nude, recuperamele’. Doveva averle in un cassetto del suo hotel vicino all’aeroporto. L’avevo vista solo una volta in foto, bel tipo.

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Entro nel lounge VIP di CDG, aria gelida della clim, divani in cuoio che scricchiolano sotto il mio culo. Lui è lì, camicia aperta sul petto muscoloso, occhi che mi squadrano le tette sotto la seta sottile. ‘Fortuita’ la nostra occhiata. Mi avvicino, vodka in mano. ‘Ciao, sono Sara’. Siede vicino, coscia contro coscia, profumo di colonia misto sudore.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Parliamo, risate. ‘Un altro drink?’. La sua mano sfiora la mia. Musica lenta, bassa. ‘Balliamo?’. Esito, ehm… ok, per la missione. Mi stringe, corpo premuto, labbra che sfiorano le mie. Sento il suo cazzo indurirsi contro la pancia. ‘Scusa, sono sudato dal volo, mi rinfresco?’. Va in bagno della suite hotel adiacente. Occasione!

Apro cassetti del mobiletto, niente. Bruciore d’acqua dalla doccia. Panico. Piano B: il ‘sonnifero’ da Juliette nel suo bicchiere. Lo verso, mescolo. Torna in accappatoio, corpo atletico. Brindiamo, beve tutto. Balliamo ancora, mi bacia. Sembra stanco, barcolla sul divano, mi tira giù sopra di lui.

Labbra sui capezzoli, morde piano. ‘Mmm, deliziosi’. Mi eccito, tette sode libere senza reggiseno. Mani sui fianchi, scivola sotto la gonna, dita sul clito bagnato. ‘No, Philippe…’. Ma gemo. Tira giù mutandine, cazzo eretto preme sulla fica. Entro facilmente, fradicia. Pompa lento, ‘Cazzo, sei stretta’.

Mi sveglio dal piacere, realizzo: niente preservativo! Balzo via, cado sul tappeto. Lui lì, cazzo dritto. Vergogna, ma tentazione. Mi chino, lo prendo in bocca. Lingua sul glande salato, succhio profondo. Geme forte, ‘Sì, troia!’. Sborra in gola, spasmi caldi. Lo ingoio, si addormenta.

La Passione Esplosiva e l’Urgenza del Partenza

Vado in bagno, risciacquo. Camera sua, tiro cassetti nudi. Rumore. Si volta nudo, cazzo di nuovo duro. ‘Meglio qui, no?’. Mi abbraccia, pelle su pelle seta. Baci, lingua nella fica, lecca clito. ‘Ho voglia di fotterti’. ‘Preservativo!’. Lo prende, mi penetra missionaria. Vado in bestia, urlo orgasmo. Lui esplode dentro.

Dormiamo. Mi sveglia succhiando tette, dita in fica. ‘A pecorina’. Mi monta, cazzo grosso sbatte, palle sulle chiappe. ‘Prendilo tutto, puttana’. Gemo, vengo spruzzando. Sborra nel lattice. Ancora 69, lecco suo cazzo, lui mi divora. Mi fa cavalcare, controllo ritmo, lo torturo. Esplode, io pure.

Mattina, luce filtra. ‘Ancora?’. Rido, lo monto. Ma vedo l’ora: volo tra un’ora. ‘Devo andare’. Lui: ‘Hai una sorella Juliette?’. Mi dà busta con foto. Sapeva? Collera, ma notte divina. ‘Grazie’. Esco, aria fresca Parigi, telefono squilla. Juliette: ‘Hai le foto?’. ‘Sì, ma il sonnifero era afrodisiaco!’. Rido.

Sul volo, sedile vibra coi motori. Ricordo suo cazzo in bocca, sborra calda, fica piena. Anonimato totale, libertà straniera. Via da casa, tutto permesso. Sorriso, eccitata al ricordo. Chissà, un giorno…

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