Giovane donna seducente

La Mia Notte Selvaggia sulla Grande Ruota di Parigi

Ero a Parigi per un viaggio d’affari, fine inverno. Freddo umido sui quais della Senna, dopo una giornata di riunioni estenuanti. Camminavo sola, pensavo al treno di domani per Milano. L’aria profumava di fumo e baguette tostate. Poi vedo la grande ruota della Place de la Concorde, illuminata come un gioiello. ‘Perché no?’, mi dico. Libera, lontana da casa, nessuno mi giudica. Compro il biglietto, salgo nella cabina. Davanti a me, un uomo sui quarant’anni, alto, occhi scuri, giacca di pelle che scricchiola. Brunetto, sorriso malizioso. La ruota parte lenta, Parigi sotto di noi: luci dei Champs, Torre Eiffel che brilla.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

‘Conosci Parigi?’, mi chiede con accento francese. ‘Un po”, rispondo, girandomi per guardare. La gonna mi sale sulle cosce, calze nere che frusciano. Lui fissa, non distoglie lo sguardo. Sorrido, apro un po’ le gambe. ‘Bella vista, eh?’. ‘Esaltante’, dice, e ride. Silenzio. La cabina si ferma in cima. Mi alzo, mi siedo vicino. ‘E tu? Da dove vieni?’. ‘Roma’, mento un po’, per il gioco. La sua mano sfiora la mia coscia. Non mi sposto. Calore sale, cuore batte forte. ‘Sei audace’, sussurro. Lui sale sotto la gonna, tocca il bordo delle calze. ‘Morbide…’. Io gemo piano, apro di più. Dita sotto le mutandine, sfiora la fica già bagnata. ‘Cazzo, sei fradicia’. La sua bocca si avvicina, lecca attraverso il pizzo. Odore di desiderio, gusto salato della mia eccitazione. La ruota gira, noi immobili. Vengo forte, stringendogli la testa.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Scendiamo, non ci lasciamo. Passeggiata nei giardini delle Tuileries, mani intrecciate. ‘Cena?’, propongo. Lui annuisce. Ristorante intimo, vino rosso che scalda. Sotto il tavolo, la mia mano sulla sua cerniera, sento il cazzo duro. ‘Grosso’, dico. ‘Vuoi assaggiarlo?’. Dopo, al mio hotel vicino al Louvre. Camera con vista, aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi. Ci spogliamo veloci. ‘Tieni le calze’, ordina. Mi butto in ginocchio, lo prendo in bocca. Sapore di pre-eiaculato, vene pulsanti. Lo succhio profondo, lecco le palle. ‘Brava troia’. Mi gira, mi lecca il culo, dito dentro. ‘Vuoi il mio cazzo lì?’. ‘Sì, ma prima la fica’. A pecorina sul letto king size, mi infila tutto. ‘Prendilo, puttana’. Pompa forte, palle che sbattono. Gemo, ‘Più forte, scopami!’. Cambio, cavalco, tette che ballano. Lui mi sborra in faccia, caldo e appiccicoso. Poi mi incula piano, lubrifica con saliva. ‘Rilassati, troia’. Entra, mi riempie. Muovo il culo, vengo urlando. Pipì nella vasca con vista su Garnier, getti caldi sulla pelle.

Mattina presto, treno per l’Italia. Lo bacio un’ultima volta nel lobby, cuoio dei divani che puzza di lusso. ‘Anonimi per sempre’, sussurro. Sul TGV, seduta al finestrino, rivivo tutto: il fruscio della gonna, il suo cazzo in gola, il bruciore del culo. Libera, eccitata dall’ignoto. Chissà se lo rivedrò. Ma questa fuga erotica resta mia, perfetta nell’urgenza del distacco.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *