La Mia Fottuta Avventura nel Lounge dell’Aeroporto
Ero partita da Roma per un viaggio d’affari a Milano. Tre giorni di riunioni del cazzo, sudata sotto quel sole italiano che ti brucia la pelle. Ritorno all’aeroporto di Linate, lounge VIP grazie alla carta aziendale. L’aria condizionata mi gela le tette, il cuoio dei divani appiccicoso contro le cosce. Bevo un prosecco, sola, frustrata. La mia vita è una merda: divorziata, seghe solitarie pensando ai vicini che scopano come animali.
Entro e lo vedo. Un polacco, Beledni o roba simile, torso nudo sudato che si allena su una panca improvvisata vicino al bar. Muscoli gonfi, pancia da birra ma braccia come tronchi. Short aderente, e cazzo… una bossa mostruosa che gli tira il tessuto fino alla coscia. Mi fisso lì, ipnotizzata. Il cuore mi batte forte, la fica già bagnata. Lui alza lo sguardo, sorride volgare. ‘Bella italiana, eh?’ dice con accento pesante. Mi siedo vicina, le gambe accavallate, gonna stretta che sale. Parliamo cazzate: il caldo, i voli in ritardo. Le sue mani grandi sfiorano il mio ginocchio. ‘Hai tette da urlo’, mormora. Arrossisco, ma gli metto una mano sulla coscia. Sento quel mostro pulsare. ‘Andiamo via da qui?’, chiedo io, voce tremante.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Ci alziamo, urgenza nel passo. Fuori dal lounge, lobby dell’hotel attaccato all’aeroporto. Prenoto una camera al volo, 100 euro per un’ora. Ascensore, le sue mani mi strizzano il culo. ‘Ti sfondo’, ringhia. Entro in camera, clim gelida, odore di sesso vecchio. Lo spingo sul letto, gli abbasso i pantaloni. Cazzo, mamma mia: 25 cm di bestia venosa, cappella viola gonfia. ‘È enorme’, balbetto. Mi inginocchio, lo lecco dal basso, sapore salato di sudore. Lo succhio profondo, gola piena, bava che cola. Lui mi afferra i capelli: ‘Brava troia italiana, ingoia tutto’. Mi alzo, mi spoglio: tette giganti che traballano, mutande fradicie. Mi butto a cavalcioni, lo cavalco piano. ‘Ahhh, mi spacchi la fica!’, urlo. Entra tutto, mi riempie fino all’utero. Pompo forte, il letto sbatte, sudore che ci cola in bocca.
Il Sesso Crudo e l’Ultimo Ricordo Prima del Volo
Mi gira, a pecorina. ‘Ora il culo, puttana’. Lubrificante dalla borsa, ma lui sputa e spinge. Bruciore lancinante, poi piacere sporco. ‘Sììì, fottimi il culo!’, gemo. Mi martella come un animale, palle che sbattono sulla mia fica. ‘Ti riempio di sborra’, grugnisce. Io mi trillo il clito, orgasmo che mi squassa, spruzzo sul lenzuolo. Lui ruggisce, pompa fiotti caldi nel mio buco stretto. Esce, sborra che cola, la lecco via dal suo cazzo.
Dieci minuti, doccia veloce. ‘Devo prendere il volo’, dico ansimando. Lui ride: ‘Torna, italiana’. Bacio bagnato, esco. Cammino verso il gate, gambe molli, culo che pulsa, sapore di sborra in bocca. Motori degli aerei rombano, anonymato totale. Nessuno sa, lontano da casa, libera. Ancora tremante, sorrido. Che viaggio del cazzo.