Donna in bikini in riva al mare

La Mia Notte di Fuoco con uno Sconosciuto nel Lounge di LAX

Ero sfinita dopo quel volo eterno da Roma a LAX. Sudore salato sulla pelle, maglietta appiccicata al seno. Ho preso un taxi per l’hotel sul Sunset Boulevard, un posto chic con lobby lounge. Aria condizionata gelida mi ha fatto rabbrividire, brividi fino alle cosce. Mi sono seduta su quel divano di pelle nera, morbido, che scricchiolava sotto il mio culo. Sorseggiavo un prosecco fresco, pensando alla libertà qui, in America. Lontana da Milano, da occhi giudicanti. Nessuno mi conosce.

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Lui era lì, dall’altra parte del bar. Occhiali scuri, giacca di pelle consumata, muscoli tesi sotto la camicia. Tipo da film noir, forse un musicista o un fuggitivo sexy. Mi ha fissata, sorriso lento. ‘Italiana vera, eh? Quel tuo accento… mi fa impazzire.’ Ho riso, gambe accavallate, sentivo la figa formicolare. Abbiamo chiacchierato. Si chiamava Alex, canadese, in transito per Vegas. Mani che sfioravano i bicchieri, ginocchia che si toccavano. ‘Hai occhi che promettono guai,’ gli ho detto. Lui: ‘E tu un corpo da scopare tutta la notte.’ Tensione elettrica, urgenza del mio volo domani. Cuore batteva forte, nipples duri contro il reggiseno.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

‘Vieni di sopra? Camera 512.’ Non ho esitato. Ascensore, mani già sul mio culo. Porta sbatte, mi sbatte contro il muro. Bacio famelico, lingua che invade la bocca, saliva dolce di whiskey. Strappa la maglietta, seno libero, succhia capezzoli duri. ‘Cazzo, sei perfetta.’ Le sue mani ruvide scendono, dita dentro le mutande, figa fradicia. ‘Già bagnata per me, troia italiana.’ Gemevo, unghie nella sua schiena. Lo spingo sul letto king size, lenzuola fresche di bucato. Gli slaccio i jeans, cazzo enorme salta fuori, venoso, cappella viola gonfia. Gusto salato del pre-sborra in bocca, lo succhio profondo, gola piena. Lui ansima: ‘Brava, succhia forte.’

Il Sesso Esplosivo nella Camera d’Hotel

Mi sdraio, apro le gambe. Lecca la figa come un affamato, lingua sul clitoride gonfio, dita dentro che curvate toccano il punto G. ‘Hai un sapore di miele e sale.’ Orgasm o violento, urlo, squirto sul suo viso. Poi mi monta, cazzo che spinge dentro, stretto, pieno. ‘Ti sfondo, puttana.’ Spinte potenti, palle che sbattono sul culo, sudore che cola, odore di sesso e clim che ronza. Doggy style, mi afferra i fianchi, schiaffi sonori sul culo rosso. ‘Dimmi che lo vuoi.’ ‘Sì, scopami più forte, riempimi!’ Cambiamo, cavalco, cazzo affonda, tette che rimbalzano. Viene dentro, sborra calda che cola, contrazioni della figa lo mungono.

Doccia veloce dopo, acqua bollente lava il sudore, gusto di lui ancora in bocca. Lo bacio un’ultima volta. ‘Grazie per questa follia.’ Esco all’alba, taxi per LAX, rumore motori in lontananza. Sul volo per il meeting, seduta in business, figa ancora pulsante, mutande umide. Ricordo ogni spinta, l’anonimo totale. Lontana da casa, tutto permesso. Chissà se lo rivedrò mai. Night bird? No, solo una notte italiana bollente.

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