Atmosfera intima da boudoir

La Mia Avventura Erotica in un Castello Isolato al Mare

Era un giugno afoso, stavo tornando da un viaggio d’affari a Reggio Calabria. Vacanze brevi al mare, hotel sul lungomare con vista sulle scogliere. L’aria condizionata del lobby mi accarezzava la pelle sudata, il cuoio dei divani appiccicoso contro le cosce sotto la gonna leggera. Ordino un prosecco, e lì, al bancone, lui. Alto, straniero, occhi grigi, accento tedesco. ‘Bella vista, eh?’, mi dice sorridendo. Io rido, flirto. Parliamo di spiagge nascoste, lui è qui per due giorni. ‘C’è un castello fortificato sulle cliffs, fuori dai giri turistici. Andiamo?’. Il cuore mi batte forte, l’ignoto mi eccita. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Prendiamo un taxi, il sole picchia, sale sulla pelle, gusto salmastro.

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Parcheggiamo, compriamo biglietti. Il cassiere: ‘Siete soli oggi, godetevelo’. Salita ripida, scale di pietra. Davanti a me, le sue chiappe sode nei jeans. Io indosso gonna corta, vento la solleva. Arriviamo ai remparts, ci appoggiamo a un merlo. Sento la sua mano sfiorarmi il culo. ‘Ehi…’, dico ridendo, ma non mi sposto. ‘Nessuno vede, la porta stride come un gatto’. Mi bacia, lingua calda, sapore di mare. ‘Mi hai stuzzicato tutto il giorno’, sussurra. ‘Togliti le mutande, fa caldo’. Esito, poi gliele infilo in borsa. Libera, vento tra le cosce, fica già umida.

L’incontro nel lounge e la salita proibita

In una sala buia, mi siedo su una panca di pietra fredda. Mi tira sulle ginocchia, solleva il top, succhia i capezzoli duri. Il mio clitoride pulsa. ‘Aspetta…’, ma lui infila dita nella fica bagnata. ‘Sei fradicia’. Mi alzo, mi appoggio al muro. Mi inginocchio, gli slaccio i pantaloni, cazzo grosso, venoso, duro come ferro. Lo lecco, assaporo il presperma salato. Lui geme. Poi mi gira, lecca il mio culo, lingua sulla figa gocciolante. ‘Apri le gambe’. Mi penetra con dita, poi lingua profonda. Tremino.

Scendiamo in un sotterraneo buio. ‘Non vedo un cazzo’, dico. Lui ride, tira fuori il telefono, torcia lunga, bosses sul corpo. ‘Tieni le mani libere’. Me lo struscia sulle labbra intime, freddo metallo. Entra facile, lo accende girando, vibra dentro. ‘Oh merda…’, ansimo, fica stretta. Camminiamo, luce fioca filtra dalla gonna, passi incerti, umori colano. Al piano di sopra, in un angolo di torre, lo spengo, lo ritiro bagnato, lo pulisco con la lingua.

Sesso intenso e orgasmo con rischio totale

‘Non ce la faccio più’. Lo rovescio sul muretto, gonna sui reni, cazzo dentro la fica ruisselante. ‘Scopami forte’. Spinge, palle sbattono, sudore cola. Oiamo la porta stridere, voci! Turisti in cortile. ‘Non fermarti’, gemo. Lui accelera, mano su bocca. Coppia sale scale, passa vicino, non ci vede nel buio. Lei si impala più forte, cavalca, fica stringe. ‘Vengo…’. Sborra caldo dentro, io esplodo, gambe molli, crema mista cola sulle cosce. Ci asciughiamo, ridiamo nervosi.

Ci salutiamo al parcheggio, ‘Torna presto’. Io riprendo il treno per casa, sedile vibrante, fica ancora gonfia, sapore di lui in bocca. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Lontano da tutti, tutto è permesso.

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