La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Aeroporto
Ero in transito all’aeroporto di Milano, diretta in Sicilia per una vacanza al mare. Sole cocente, mare turchese, libertà totale. Lontana da casa, da occhi giudicanti. Nel lounge VIP, aria fresca della clim, odore di caffè e pelle di divani in cuoio. Mi siedo con un prosecco in mano, gonna leggera che sale sulle cosce.
Lo vedo lì, giovane, diciamo vent’anni, timido ma con occhi affamati. Alto, capelli scuri, camicia che tira sui muscoli. Mi sorride, esitante. ‘Posso offrirmi un posto?’, dice con accento del sud. ‘Certo, siediti’, rispondo, gambe accavallate, sentendo il suo sguardo sul décolleté. I miei seni, grossi, 105D, spingono contro la camicetta bianca, bottoni tesi.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Parliamo. Lui in viaggio d’affari, io in ferie. Champagne scorre, quattro calici. Rido, gli sfioro la mano. ‘Sei bello, sai?’, gli dico diretta. Arrossisce, ma i suoi occhi fissano le mie tette. ‘Mi fai impazzire’, balbetta. La tensione sale, corpi vicini sul divano di cuoio caldo. Il suo cazzo si indurisce nei pantaloni, lo vedo pulsare. ‘Andiamo da qualche parte?’, sussurro, urgenza del mio volo fra due ore.
Prendiamo una camera dell’hotel attaccato all’aeroporto, venti minuti di privacy. Porta che sbatte, clim gelida sulla pelle accaldata. Lo bacio, labbra morbide, lingua dentro la sua bocca inesperta. ‘Ti insegno tutto’, dico ridendo. Le sue mani tremano sulle mie tette. Sbotto i bottoni, liberi i globi enormi. ‘Toccale’, ordino. Geme, le stringe, pinzoli i capezzoli duri.
Mi inginocchio, tiro giù la zip. Il suo cazzo salta fuori, 18 cm duri, venoso. ‘Mmm, buono’, lo lecco dal basso, succhio le palle, lo ingoio profondo. Gola piena, su e giù veloce. ‘Sto venendo!’, ansima. Non mi fermo, ingoio ogni goccia calda, salata. Lo pulisco con la lingua, lui trema.
La Passione Esplosiva e l’Addio Anonimo
‘Adesso scopami’, dico togliendomi il perizoma bagnato. Lo spingo sul letto, lo cavalco. La fica fradicia lo ingoia tutto. ‘Aaah, sììì!’, gemo, salgo e scendo, tette che rimbalzano. Le sue mani sul mio culo rotondo, sodo. ‘Mi piace scoparti, zia… voglio dire, sei una dea’, balbetta. Rido, lo mordo l’orecchio. ‘Più forte!’,
Lo giro, a pecorina. ‘Nel culo, dai’. Sputo sul suo cazzo, mi apro le chiappe. Entra piano, ‘Aaaah, piano troia!’, ansimo. Poi pompa forte, pugno le tette da dietro, tiro i capezzoli. ‘Strappami il culo!’, urlo piano. Orgasmo mi travolge, trepido, lui mi riempie il culo di sborra calda. Crollo su di lui, sudati, odore di sesso e sudore.
‘Non è stato male per un novellino’, dico ridendo, rivestendomi veloce. Bacio finale, ‘Nessuno lo saprà’. Esco, riprendo il volo. Finestrino, motori rombano, sole cala sul mare in lontananza. Ricordi: sapore del suo sperma in bocca, culo che brucia, libertà assoluta. Anonimato totale, solo un’escursione bollente. Chissà se lo rivedrò mai.