Atmosfera intima da boudoir

La Mia Avventura Torrida con l’Istruttore sul Mare Siciliano

L’estate scorsa, luglio inoltrato. Marito bloccato a Milano per lavoro, io sola in un resort sul mare in Sicilia. Calura afosa, sole che brucia la pelle, sale che pizzica sulle labbra dopo un bagno. Ho preso una suite con vista sul mare, ma ero lì per staccare, per sentirmi libera. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Nel lobby, quel lounge VIP con divani in pelle nera, aria condizionata gelida che mi fa drizzare i capezzoli sotto il vestito leggero. Ordino un prosecco fresco, goccioline sul bicchiere.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

Entra lui: Luca, istruttore di windsurf, trentacinque anni, abbronzato da dio, muscoli tesi sotto la camicia aperta, cosce potenti nei bermuda. Mi siede accanto, odore di salsedine e sudore maschile. ‘Prima volta qui?’, mi fa con accento catanese, sorriso malizioso. Parliamo, rido alle sue battute. Le sue ginocchia sfiorano le mie, elettricità. Mi racconta della sua ragazza lontana, io del marito assente. Tensione palpabile, mani che si sfiorano sul bracciolo di pelle appiccicosa. ‘Stanotte c’è una festa in spiaggia’, dice, occhi fissi sulle mie tette. Sento la fica bagnarsi. Libertà totale, qui nessuno sa chi sono.

L’Incontro Fortuito nel Lounge dell’Hotel

Torno in camera, doccia bollente, vapore che appanna lo specchio. Bussano forte. Apro in accappatoio, nuda sotto. È lui, jeans stretti, sguardo da lupo. ‘Non resisto più’, ringhia, entra, chiude la porta col piede. Mi spinge sul letto king size, clim che ronza bassa. Strappa l’accappatoio, mi bacia il collo salato, morde i capezzoli duri. ‘Cazzo, sei troia’, mi sussurra. Le sue mani ruvide mi aprono le cosce, dita nella fica fradicia. ‘Già pronta per il mio cazzo’. Lo libero dai jeans: grosso, venoso, cappella viola. Me lo sbatte in bocca, ‘Succhia forte’. Lo lecco, ingoio fino in gola, saliva che cola, palle pelose che annuso.

Mi gira, fica esposta. ‘Ti sfondo’. Spinge il cazzo dentro, un colpo secco, fino in fondo. Urlo, pareti strette che lo stringono. Pompa violento, pacche sul culo, ‘Prendilo tutto, puttana in vacanza’. Sudore che cola, sapore di mare sulla pelle. Mi metto a cavalcioni, lo cavalco, tette che ballano, unghie nei suoi pettorali. ‘Scopami più forte!’, gemo. Mi ribalta, mi incula piano: lubrificante dal comodino, cazzo che apre il buco stretto. ‘Le tue chiappe sono da sodomia’. Entra tutto, prostata che preme, vengo urlando, spasmi che mi scuotono. Lui accelera, ‘Ti riempio’, sborra caldo dentro il culo, fiotti che colano.

La Scopata Intensa e il Ricordo sul Treno

Due notti così: lo raggiungo nella sua stanza al piano di sotto, moquette ruvida sotto piedi nudi, vernice rossa sulle unghie. Lo scopo come una pazza, cazzo in ogni buco, orgasmi multipli. Urgenza del mio treno domani: lui resta per la stagione, io torno a Roma. ‘Torna presto’, mi dice l’ultima volta, leccandomi la fica gonfia.

Sul treno per l’aeroporto, sedile vibrante coi binari, rivivo tutto. Culo ancora dolorante, profumo di lui sulla pelle, fica umida al ricordo. Finestra aperta, vento caldo italiano, anonimato assoluto. Nessun rimorso, solo voglia di altro. Lontana da casa, tutto è permesso.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *