Donna in bikini in riva al mare

La Mia Scopata Folle nel Lounge dell’Aeroporto di Roma

Era l’estate di due anni fa. Vacanze finite, ritorno da Roma a Milano con un volo Ryanair. Ritardo di tre ore, porca miseria. Mi rifugio nel lounge VIP dell’aeroporto di Fiumicino, grazie alla carta fedeltà. Aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sulla pelle ancora calda di sole romano. Odore di caffè forte e sudore misto. Mi siedo su un divano in pelle nera, appiccicosa contro le cosce nude sotto il vestitino leggero.

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Lo vedo lì, al bar. Un tipo enorme, tipo orso, con baffoni folti e camicia sbottonata sul petto peloso. Mangiava un panino unto, ridendo forte con il barista. Siciliano, dal accento. Io, 32 anni, mora con curve generose, lo fisso un po’. Lui se ne accorge, mi fa l’occhiolino. ‘Bella, che fai qui tutta sola? Vino?’ dice, voce roca. Ehm… sì, prendo un prosecco. Ci sediamo vicini. Parla di tutto: mare, fighe, motori. Ride grasso, mi tocca il braccio. Sento il suo calore, sudore salato. Il lounge è mezzo vuoto, bruitto di annunci voli lontani.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

‘Tu sei italiana vera, eh? Non come quelle magre milanesi’, mi dice, mano sulla mia coscia. Io arrossisco, ma lontano da casa, chi mi giudica? ‘E tu sei un toro, scommetto’, gli sussurro. Tensione elettrica. Ci sfioriamo, ginocchia che si toccano sul cuoio. Il suo odore muschiato mi bagna già. ‘Andiamo fuori? O hai fretta?’, chiede. ‘No, ho tempo. Ma solo un’ora’. Cuore che batte forte. Ci alziamo, usciamo dal lounge, aria calda estiva che sa di asfalto bollente.

Prende una camera in un hotel attaccato all’aeroporto, cinque minuti a piedi. ‘Urgenza, bella. Voglio scoparti ora’, mi dice in ascensore, mano sotto il vestito. Arriviamo, porta sbatte. Stanza buia, clim che ronza, lenzuola fresche. Mi butta sul letto, mi strappa il vestito. ‘Cazzo, che tette grosse e sode!’. Le succhia i capezzoli, denti che mordono. Io gemo, ‘Sì, mangiale…’. Gli slaccio i pantaloni, cazzo enorme, venoso, già duro come ferro. Puzza di maschio, sudore. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla cappella, saliva che cola. ‘Brava troia, succhialo bene’, grugnisce, afferrandomi i capelli.

L’Esplosione di Passione nella Camera d’Hotel

Mi gira, fica esposta. ‘Sei fradicia, puttana’. Infila due dita, poi tre, mi fist-fucka piano. Urlo, ‘Scopami, dai!’. Mi penetra di colpo, cazzo che spacca, entra fino in fondo. Colpi violenti, pancia che sbatte sulla mia cellulite. ‘Prendilo tutto, eh?’. Io ansimo, ‘Più forte, rompi la fica!’. Sudore che cola, gusto salato sulla pelle. Mi lecca il culo, lingua dentro, poi spinge il cazzo lì. ‘Anal? Sì!’. Entra stretto, doloroso ma eccitante. Pompa, io vengo squirtando sul letto. Lui mi sbatte, ‘Sto venendo…’. Sborra dentro, caldo, tanto.

Non basta. Mi fa cavalcare, tette che ballano. Gli faccio una spagnola con le tette unte di saliva. Poi cunnilingus, mi mangia la fica gonfia. Due ore di tutto: pompini, 69, doppia penetrazione con dita. Esausti, corpi appiccicosi.

Devo andare. ‘Grazie, bestia. Voli chiama’. Ci salutiamo con un bacio unto. Torno in aeroporto, gambe tremanti, fica che brucia. In volo, sedile vibra coi motori, rivivo tutto. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Lontano da casa, tutto è permesso. Ancora mi masturbo pensando a quel cazzo siciliano.

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