L’Escale Bollente nel Lounge di Fiumicino
Ero in viaggio d’affari da Milano a Roma, un’escale veloce a Fiumicino. Il sole italiano picchiava forte fuori dalle vetrate, ma dentro il lounge VIP l’aria era fresca, climatizzata, con quel profumo di caffè e pelle di cuoio dei divani. Esco dal bagno, mi sistemo i capelli nello specchio crepato, tiro su una ciocca ribelle, controllo il rossetto rosso vivo. Passo la lingua sui denti, sicuro che nessun residuo di espresso tradisca. Mi aggiusto la camicetta bianca attillata, la gonna stretta che mi fascia i fianchi. I tacchi neri clicchettano sul marmo lucido mentre attraverso la sala. Qualche uomo solo alza lo sguardo, mi segue con gli occhi fino alla porta.
Prendo un respiro profondo sul marciapiede interno, stringo la borsa e spingo la porta del lounge adiacente. Ding! Un calore ovattato mi avvolge, luci soffuse, musica lounge bassa. Una ragazza giovane, mora con un badge ‘Giulia’, si precipita verso di me. ‘Buongiorno signora, posso aiutarla?’ La squadro, slim in tailleur nero, sorriso complice. ‘Sì, cerco un posto tranquillo… e magari qualcosa di speciale.’ Lei arrossisce appena, mi guida verso il fondo, oltre i divani in pelle. ‘Abbiamo un privé per clienti VIP. Venga.’
L’Incontro Fortuito nel Lounge VIP
Saliamo una scala a chiocciola in ferro, entriamo in un salottino intimo, nicchie illuminate da faretti. Solo noi due. ‘Cosa cerca esattamente?’ mi chiede, voce bassa. ‘Qualcosa di nuovo… audace.’ Lei sorride, tira fuori da un cassetto un astuccio blu scuro. ‘Provi questo, è il nostro modello top.’ Lo apro: un vibratore rosa, lungo, venoso, testa larga, su velluto. Lo guardo affamata. ‘Posso… provarlo qui?’ ‘Certo, da sola o con aiuto?’ Esito, cuore che batte. ‘Con aiuto. Aiutami, Giulia.’
Mi spoglio piano: giacca appesa, gonna giù, tacchi via. Rimango in reggiseno e perizoma. Lei mi fissa le cosce piene, il suo sguardo brucia. Mi siedo sul divanetto semireclinato, gambe aperte, mani sulle cosce, tiro la pelle della figa rasata, l’apro. Lei si inginocchia tra le mie gambe, accende il vibro. Ronzio leggero. Lo posa sul clitoride ancora coperto, vibra piano. ‘Mmm…’ gemo. Sento il fremito sulla pelle, il clito che si indurisce, esce gonfio, rosato, lucido. Lei lo usa come una penna, circonda, preme. La sua mano sul mio monte di Venere tira su, lo fa pulsare più duro.
Il Piacere Esplosivo e l’Addio Frettoloso
‘Lasciati andare, è insonorizzato,’ sussurra. Ecarte le grandi labbra umide, invita la testa verso l’ingresso. La figa è bagnata, spalancata. Il gland vibra, entra piano, ecarta le pareti. ‘Cazzo, è come una vera cazzo vera dentro,’ ansimo. Le vibrazioni accelerano, massaggiano ogni cm del mio canale, sbattono sul fondo, contro la cervice. Spingo i fianchi, squirto forte, godo urlando piano, muscoli che spingono fuori il giocattolo. Lei lo riprende, io ansimo, cosce tremanti.
‘Vuoi provarlo… dietro?’ chiede maliziosa. ‘Sì, porca miseria.’ Tira fuori due supporti, infila i miei piedi. Col dito raccoglie il mio succo, lo spalma sull’ano stretto. Gira piano intorno al buchetto. Io fremono, clito di nuovo duro, capezzoli che spingono contro la camicia. Ronzio riprende. La testa tocca l’anello, vibra. ‘Aah!’ Spingo le mani sotto le chiappe, apro l’ano. Entra piano, fora, allarga. Vibrazioni folli dentro il culo, come una sbattona che mi incula. Spasmi, orgasmo anale violento, squirto ancora dalla figa, reins inarcati, tutto trema. L’ano lo espelle, io crollo, bagnata fradicia.
‘Prenditi tempo,’ dice uscendo. Mi rivesto, gambe molli, maquillage ritoccato. Esco, il lounge brulica, prendo il taxi per il gate. Sul volo, seduta al finestrino, il rombo dei motori mi ricorda quel ronzo nel culo e nella figa. Nessuno sa, anonimato totale. Chissenefrega, lontano da casa tutto è permesso. Non vedo l’ora del prossimo scalo.