La Mia Scopata Selvaggia nel Lounge dell’Hotel a Roma

Ero a Roma per un viaggio d’affari, quel caldo afoso di fine estate che ti appiccica la camicetta alla pelle. Sudore salato sul collo, gusto di mare lontano ma ancora in bocca. L’aeroporto brulicava, ma io mi rifugiai nel lounge VIP dell’hotel vicino, cuoio dei divani che scricchiola sotto di me, aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi. Ordino un prosecco, fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

Lo vedo lì, un francese alto, barba curata, occhi che ti squadrano senza vergogna. Si siede vicino, ‘Buonasera, italiana?’, dice con accento sexy. Io sorrido, ‘Sì, e tu?’. Parliamo, lui in viaggio d’affari pure, mani che sfiorano il bicchiere, gambe che si toccano per caso. Sento la fica che si bagna piano, quel brivido dell’ignoto, lontana da casa, nessuno mi giudica. ‘Hai una stanza qui?’, mi chiede diretto. Ehm, sì, al quinto piano. ‘Andiamo?’. Cuore che batte forte, urgenza del mio volo tra poche ore. Annuisco, ci alziamo, il suo profumo maschio mi invade.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

In ascensore, mani sul mio culo, bacio vorace, lingue che si intrecciano umide. Entriamo in camera, clim che ronza bassa, lenzuola fresche. Mi strappa la gonna, ‘Cazzo, sei bagnata’, mormora. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo duro che salta fuori, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, gusto salato della pelle, lo succhio profondo, gola piena, lui geme ‘Porca puttana, sì così’. Mi sdraia sul letto, mi lecca la figa, lingua che scava nel clitoride gonfio, succhia i labbra umide, dita dentro che mi stirano. ‘Vieni per me’, ordina, e io esplodo, schizzi che gli bagnano la barba, corpo che trema.

Il Sesso Intenso e Senza Freni

Mi gira a pecorina, cazzo che entra di colpo, pieno, mi spacca in due. ‘Ti scopo forte’, grugnisce, pacche sul culo che bruciano, palle che sbattono sulla mia pelle. Io urlo ‘Più forte, cazzo!’, tette che ballano, sudore che cola. Mi fa girare, gambe spalancate, mi pompa profondo, pollice sul clitoride. ‘Ti riempio’, ansima, e vengo di nuovo, fica che pulsa intorno al suo cazzo. Lui esplode, sborra calda dentro di me, fiotti che colano. Non basta, mi siede in faccia, ‘Lecca tutto’, e io lo pulisco, gusto di noi mescolato.

Esausti, corpi appiccicosi, lui mi bacia il collo. ‘Devo andare’, dico, volo fra un’ora. Si riveste, ‘È stato pazzesco’. Esco, prendo il taxi per l’aeroporto, motori che ruggiscono, sedile vibrante. Rivivo tutto: il suo cazzo in bocca, la figa sfondata, sborra che gocciola ancora. Anonimato totale, numeri non scambiati, solo piacere puro. Lontana da casa, libera, eccitata dal ricordo. Chissà se lo rivedrò mai. Ma quel brivido… ne valeva ogni secondo.

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