La Mia Escale Bollente nel Lounge: Sesso Selvaggio con uno Sconosciuto
Ero in viaggio per le vacanze al mare in Sicilia, un volo da Milano a Catania con scalo a Roma Fiumicino. Caldo afoso, odore di caffè e sudore nell’aria. Mi dirigo al lounge VIP, grazie alla carta del mio lavoro. Pelle appiccicosa per l’umidità, il sole italiano che brucia anche dentro l’aeroporto. Mi siedo su una poltrona di pelle nera, fresca contro le cosce nude sotto il vestitino leggero. Ordino un prosecco ghiacciato, bollicine che pizzicano la lingua.
Lo vedo lì, un uomo sui sessanta, elegante, camicia sbottonata sul petto villoso, occhi scuri e un sorriso da lupo. Sembra un viaggiatore navigato, tipo uno che ha scopato in ogni angolo del mondo. Mi guarda, io ricambio, le gambe accavallate piano, sentendo la fica già umida per l’eccitazione dell’ignoto. Lontana da casa, nessuno mi conosce, posso essere la puttana che voglio. ‘Buonasera’, dice con accento del sud, voce rauca. ‘Prima volta qui?’. Rido, ‘No, ma tu sembri uno che sa divertirsi’. Parliamo, lui è in business, parte domani per Napoli. Bevo, sudo un po’, il sapore salato della pelle sul labbro.
L’Incontro Fortuito nel Lounge dell’Aeroporto
La tensione sale. Mi tocca il braccio, dita calde. ‘Hai occhi che promettono guai’, sussurra. Io arrossisco, ma gli dico: ‘E tu hai un cazzo che preme nei pantaloni’. Ride, basso. Mi sposta una ciocca di capelli, il suo profumo di colonia e uomo maturo mi fa girare la testa. Clima artificiale del lounge, freddo che mi indurisce i capezzoli sotto il reggiseno sottile. ‘Andiamo di sopra? Ho una camera nell’hotel dell’aeroporto’, propone. Urgenza del volo, il mio tra due ore, il suo dopo. Libertà totale, nessuno giudica.
Saliamo, ascensore stretto, corpi che si sfiorano. Entriamo, porta che sbatte. Mi spinge contro il muro, bacia duro, lingua che invade la bocca. Gusto di birra e sale. ‘Cazzo, sei una troia italiana perfetta’, ringhia. Strappa il vestitino, tette libere, le succhia i capezzoli, morde piano. Io gemo, mani nei suoi capelli grigi. ‘Scopami, dai, ho la fica fradicia’. Lo spingo sul letto, king size con lenzuola croccanti, aria condizionata che ronza. Gli slaccio i pantaloni, cazzo grosso, venoso, cappella viola gonfia. Lo lecco dalla base, sapore muschiato, palle pelose che annuso. Lo prendo in bocca, sugo profondo, gola che si contrae.
La Scopata Esplosiva nella Camera d’Hotel
Mi gira, faccia sul cuscino, culo in aria. Sputa sulla fica, dita dentro, due, tre, mi apre. ‘Bagnata come una fontana, puttana’. Entra di colpo, cazzo duro che mi spacca, dolore piacere. Grido: ‘Più forte, scopami come una cagna!’. Pompa selvaggio, pancia contro il mio culo piccolo, sudore che cola, pelle che schiocca. Sento il suo fiato caldo sul collo, ‘Ti riempio di sborra’. Cambio posizione, cavalco, tette che rimbalzano, clito sfregato sul suo pube. Vengo urlando, spasmi, succo che schizza. Lui mi afferra i fianchi, spinge su, esplode dentro, sborra calda che cola dalle labbra della fica.
Ci accasciamo, corpi appiccicosi, odore di sesso nell’aria. Ride: ‘La migliore scopata di scalo’. Io sorrido, ‘Anonimi per sempre’. Mi vesto veloce, bacio veloce. Esco, gambe molli, fica che pulsa. Al gate, seduto sull’aereo, motori che ruggiscono, ricordo il suo cazzo, il sapore, la libertà. Nessuno sa, solo io e quel brivido. Prossimo viaggio, chissà…