La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Aeroporto di Fiumicino

Ero in viaggio d’affari per Casablanca, un volo notturno da Fiumicino. L’estate italiana bollente, quel sole che ti cuoce la pelle, il sudore che cola tra le tette. Entro nel lounge VIP, aria gelida della clim che mi fa venire i brividi, odore di cuoio dei divani, rumori ovattati dei motori lontani. Mi siedo con un prosecco in mano, gonna stretta che sale sulle cosce, camicetta un po’ sbottonata per respirare.

Lo vedo lì, un tipo alto, pelle olivastra, occhi neri come il caffè forte. Marocchino, credo, con un completo elegante. Si avvicina, sorriso malizioso. ‘Bella italiana, sola? Posso offrirti un altro drink?’ La sua voce profonda, accento esotico. Iniziamo a chiacchierare, flirt innocente. Mi racconta del suo volo per Marrakech, io del mio lavoro noioso. Le sue mani sfiorano il mio braccio, elettricità. Sento la fica che si bagna piano, l’eccitazione dell’ignoto. Lontana da Roma, da maritino geloso, qui nessuno mi giudica. ‘Hai un corpo da dea’, mi sussurra, e io rido, arrossendo. Le gambe accavallate, il nylon che fruscia, lui fissa le mie cosce.

L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale

La tensione sale. ‘Andiamo in un posto più privato?’, propone. C’è una saletta VIP dietro, con porta. Entriamo, luce soffusa, divano di pelle morbida. Mi bacia vorace, lingua che invade la bocca, mani che palpano il mio culo sodo. ‘Cazzo, sei così bagnata’, geme, infilando dita sotto la gonna. Io ansimo, ‘Fallo, scopami qui, prima che parta’. Libera il suo cazzo grosso, venoso, cappella gonfia. Lo prendo in mano, lo lecco dal basso, sapore salato di sudore. Succhio forte, lui mi afferra i capelli: ‘Brava troia italiana’.

Mi sdraio sul divano, apro le gambe. Lui mi strappa le mutande, leccandomi la fica fradicia, clitoride duro come un sasso. ‘Hai un sapore divino, salato come il mare’. Mi penetra di colpo, il suo cazzo mi riempie, pompa selvaggio. Io urlo piano, ‘Più forte, spaciami!’. Sento i motori ruggire fuori, l’urgenza del volo che ci brucia. Mi gira, a pecorina, mi sbatte il culo, schiaffi che bruciano. ‘Prendilo tutto nel culo?’, chiede. ‘Sì, fottimi il buco!’. Lubrifica con la mia eccitazione, entra piano poi martella. Io vengo, tremante, la fica che squirta sul cuoio.

Il Sesso Intenso e l’Urgenza del Partenza

Lui accelera, ‘Sto venendo, puttana!’. Mi riempie il culo di sborra calda, che cola giù. Mi lecca pulita, io lo finisco a bocca, ingoiando il resto. Sudati, ansimanti, ci rivestiamo veloci. ‘Torna presto’, mi dice con un bacio. Esco, gambe molli, profumo di sesso addosso, clim che mi gela la pelle umida.

Al gate, mentre aspetto l’imbarco, rivivo tutto. Il suo cazzo duro in gola, i colpi nel culo, quel piacere proibito. L’anonimato totale, lui su un altro volo, io verso Casablanca. Libera, viva, con la fica ancora pulsante. Chissà se lo rivedrò mai. Ma quel ricordo… mi fa bagnare solo a pensarlo.

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