La Mia Escapade Erotica in un Lounge di Roma: Sesso Urgente con uno Sconosciuto
Ero a Roma per un viaggio d’affari, caldo agosto, sudavo già scendendo dal treno alla Stazione Termini. Ho preso un taxi fino all’hotel vicino al Colosseo, aria condizionata che mi accarezzava la pelle umida. Nel lobby, lounge VIP con poltrone di cuoio nero, profumato di caffè e sigari. Mi siedo, gambe accavallate, gonna leggera che sale un po’. Lui è lì, sui 60, elegante, camicia bianca aperta sul petto abbronzato, occhi azzurri che mi trafiggono. Italiano del nord, mi dice dopo.
“Bella serata, eh?” sorride, bicchiere di prosecco in mano. Io annuisco, bevo un sorso del mio spritz, ghiaccio che tintinna. Parliamo di viaggi, di questa città che ti fa sentire libera, lontana da casa, da giudizi. Le sue mani sfiorano il bracciolo vicino alla mia coscia, sento il calore. “Sei qui da sola?” chiede, voce bassa. “Sì, e tu?” Rido, inclino la testa. Tensione sale, come elettricità. L’urgenza del suo volo domani mattina, il mio treno stasera tardi. Nessun nome vero, solo ‘Sofia’ per me, ‘Paolo’ per lui. Mi alzo, lo prendo per mano. “Andiamo di sopra?”
L’Incontro Casuale nel Lobby Caldo
Camera mia al quinto, clim gelida che mi fa venire i brividi sui capezzoli. Chiudo la porta, lui mi spinge contro il muro, bacio vorace, lingue che si intrecciano, sapore di sale sulla sua pelle sudata dal caldo romano. Gli slaccio la camicia, mani sul suo petto peloso, poi giù, zip pantaloni. Il cazzo salta fuori, duro, venoso, grosso come me lo immaginavo. “Cazzo, che bestia,” mormoro, inginocchiandomi. Lo prendo in bocca, succhio piano, lingua sul glande, lui geme “Brava troia italiana”. Gola profonda, saliva che cola, palle in mano.
Mi alza, strappa la gonna, mutande a terra. Le mie tette grosse, 55 anni portati da dio – no, io 38, ma lui ama mature? Boh, non importa. Mi lecca i capezzoli duri, morde, poi giù sulla fica rasata, lingua dentro, succhia il clitoride. “Sei bagnata fradicia,” ansima. Lo spingo sul letto, lo cavalco, fica che lo ingoia tutto, su e giù, tette che ballano. “Scopami forte,” urlo, unghie sulla schiena. Lui mi gira, a pecorina, cazzo che sbatte, palle che schiaffeggiano. “Ti sfondo il culo?” chiede, olio dal bagno. Sì, lo voglio. Dito prima, poi due, lubrifica, entra piano. “Ahhh, piano!” ma poi “Più forte, inculami!” Sento il bruciore dolce, lui pompa, io mi masturbo la fica, vengo urlando, pareti che pulsano.
La Scopata Intensa prima della Partenza
Mi riempie di sborra calda nel culo, cola fuori, puzza di sesso. Ci laviamo sotto la doccia, acqua bollente, sapone che scivola. “Meraviglioso,” dice, baciandomi il collo. Io rido, eccitata ancora.
Ora sono sul treno per Milano, sedile vibrante coi motori, fica ancora gonfia, sapore del suo cazzo in bocca. Anonimato totale, solo un ricordo torride, libertà del viaggio. Chissà se lo rivedrò. Boh, non importa. Prossima tappa, un altro lounge.