Incontro Torrido con uno Sconosciuto nel Lounge dell’Hotel al Mare
Ero partita per una vacanza al mare in Puglia, sola, lontana da tutto. Quel calore italiano che ti entra nella pelle, il sale che pizzica sulle labbra dopo una nuotata. L’hotel era piccolo, vicino a una pineta e una fiumara cristallina. Nel lounge VIP, con i divani in pelle che scricchiolavano sotto il mio corpo sudato, l’ho visto. Bronzato, alto, muscoli tesi sotto la camicia aperta. Capelli corti scuri, occhi blu limpidi come il mare. Pianta la sua borsa vicino alla mia sedia, mi guarda. ‘Buongiorno’, dico con un sorriso malizioso. ‘Bonjour’, risponde, accento francese. Pierre, si chiama così. Parliamo, ride mostrando denti bianchi perfetti.
Bevo un prosecco ghiacciato, la condensa cola sul bicchiere. Lui ordina un caffè, le sue mani forti. Sento l’eccitazione dell’ignoto, qui nessuno mi conosce. Lontana da casa, libera. Gli dico del mio massaggio, studio kinesiologia. ‘Le fai male le gambe dopo la spiaggia?’, chiedo. Accetta, le mie dita scivolano sulle sue cosce, pelle calda e salata. Sotto i bermuda, vedo gonfiarsi. Il ritira la gamba, arrossisce. ‘Non… voglio restare casto’, balbetta. Ma i suoi occhi tradiscono. Rido piano, il cuore batte forte. Urgenza: lui parte domani per Roma, io riprendo il treno stasera.
La Tensione nel Lounge Sotto il Sole Pugliese
Lo trascino in camera, la clim ronza bassa, aria fresca che mi fa venire i brividi sui capezzoli. Chiudo la porta, lo spingo sul letto. ‘Pierre, qui tutto è permesso’. Mi sfila il bikini, le sue mani tremano. Il mio seno gli esplode in faccia, lo lecca avido, morde i capezzoli duri. ‘Cazzo, sì’, gemo. Gli abbasso i bermuda, il suo cazzo eretto salta fuori, grosso, venoso, cappella rossa. Lo prendo in bocca, gusto salato di sborra precume. Lo succhio forte, lingua che gira sul glande, lo ingoio fino in gola, soffoco un po’. Lui geme, ‘Oh merde, fermati…’. Ma spinge i fianchi.
L’Esplosione di Passione nella Stanza Fredda
Mi alzo, string bianco che cola umido. Lo cavalco, lo infilo nella figa bagnata, stretta e calda. ‘Fottimi, Pierre’. Ondeggio, clitoride che sfrega sul suo pube peloso. Lui afferra il mio culo, sbatte su. Sudore misto al mio succo, puzza di sesso. Cambio, missionario: apro le gambe, ‘Entra profondo’. Mi pompa, cazzo che mi riempie, colpisce il collo dell’utero. ‘La tua figa è una fica bollente’, ansima. Stringo i muscoli, lo massaggio dentro. Grido, ‘Vengo, cazzo!’. Lui esplode, sborra calda che mi inonda, senza gomma, rischio ma eccita di più.
Lo lecco pulito, gusto il nostro mix. Si riveste, occhi persi. ‘Devo andare’. Bacio veloce, sale sulle labbra. Esco, riprendo il treno per Milano. Finestrino vibra coi motori, ricordo il suo cazzo in bocca, la figa dolorante. Anonimato totale, solo un’urgenza estiva. Chissà se prega ancora. Io sorrido, mano tra le cosce, eccitata dal ricordo.