La Mia Escale Infuocata nel Lounge dell’Aeroporto

Ero in viaggio d’affari da Roma a Milano, un’ennesima trasferta. L’aereo in ritardo, escale infinita all’aeroporto di Linate. Mi rifugio nel lounge VIP, quel posto con poltrone di cuoio nero, aria condizionata che ti gela la pelle sudata dal caldo italiano fuori. Ordino un prosecco fresco, il bicchiere appanna subito. Sento il rombo lontano dei motori, vibrazioni che mi salgono su per le gambe.

Lo vedo lì, seduto al bancone. Straniero, alto, occhi scuri, camicia sbottonata che lascia intravedere pettorali tesi. Inglese, credo, con accento sexy. Mi guarda, sorride. ‘Posso offrirti un altro drink?’, dice con voce bassa. Io annuisco, le guance in fiamme. Parliamo, flirt leggero. ‘Sei italiana? Hai quel fuoco negli occhi’, mi sussurra. Io rido, nervoso. ‘E tu? In transito?’. ‘Sì, volo per Londra tra due ore’. Urgenza perfetta. Le nostre ginocchia si sfiorano sul cuoio freddo, scintille. La sua mano sfiora la mia coscia, casuale? No. Sento la fica bagnarsi piano, mutande umide.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

‘Ti va una passeggiata?’, propongo. Usciamo dal lounge, aria più calda nel corridoio. Lui mi prende la mano. ‘C’è un hotel qui vicino, day use’. Non esito. Libertà totale, nessuno mi conosce qui. Entriamo nella stanza, clim gelida che indurisce i capezzoli sotto la blusa. Chiude la porta, mi bacia famelico. Lingue che si intrecciano, sapore di whisky e menta. Le mani ovunque.

Mi strappa la blusa, succhia i miei seni grossi, morde i capezzoli duri. ‘Cazzo, sei perfetta’, ansima. Io gli slaccio i pantaloni, tiro fuori il cazzo duro, grosso, vene pulsanti. Lo palpo, lo lecco dalla base alla cappella gonfia, salato di pre-eiaculazione. Gemo, ‘Scopami forte, straniero’. Mi butta sul letto, lenzuola fresche contro la pelle bollente. Mi leva le mutande, lecca la fica fradicia, lingua dentro le labbra gonfie, succhia il clitoride. ‘Sei dolce come miele’, mugola. Io tremo, ‘Leccami il culo, dai’. Infila la lingua nel buco stretto, dita nella passera che schizzano.

L’Esplosione di Passione nella Camera d’Hotel

Non resisto. Lo cavalco, infilo quel cazzo fino in fondo, fica che lo stringe. ‘Ah sì, troia italiana’, grugnisce lui, schiaffeggiandomi il culo. Pompo veloce, tette che ballano, sudore salato che cola. Lui mi gira, a pecorina, mi incula piano prima, poi spinge forte. ‘Prendilo tutto, puttana’. Il cazzo mi spacca, orgasmo che arriva, squirto sul letto. Lui viene dentro, sborra calda che mi riempie, gocciola sulle cosce. Ci accasciamo, corpi appiccicosi, odore di sesso pesante nell’aria.

Dopo, doccia rapida, acqua bollente che lava il peccato. ‘Tornerai?’, chiedo ridendo. ‘Magari’. Esco, riprendo il volo. Seduta al gate, vibrazioni dei motori mi ricordano il suo cazzo che pulsava. Fica ancora sensibile, mutande zuppe di sborra secca. Anonimato totale, solo un ricordo torride. Chissà se lo rivedrò. Ma è stato perfetto, libero, senza giudizi. Lontano da casa, tutto è permesso.

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