La Mia Avventura Torrida nel Hammam dell’Hotel sul Mare Siciliano
Ero in vacanza da sola in Sicilia, a Taormina, quel sole cocente che ti brucia la pelle salata dal mare. Hotel di lusso, lobby con poltrone di cuoio fresco sotto la clim gelida. Domani il volo per Roma, ma quel pomeriggio… volevo rilassarmi. Ho prenotato il hammam misto della spa. Pochi clienti, era presto.
Entro, l’aria umida mi avvolge, eucalipto che pizzica il naso, calore tropicale. Mi spoglio nel camerino, serviette intorno al corpo nudo. Doccia veloce, acqua fredda che mi fa venire i brividi sui capezzoli. Poi dentro, banchette di marmo bollenti. Mi stendo, sudore che cola tra le tette, sulla pancia, fino alla fica rasata.
L’Incontro nel Vapore del Hammam
Due donne lì, corpi molli nel vapore. Poi entra lui. Straniero, alto, pelle chiara, forse francese. Nudo, cazzo semi-mollo che dondola tra le gambe muscolose. Si siede vicino, mi guarda. Io alzo gli occhi, sorrido. ‘Caldo, eh?’ dico piano. Lui annuisce, ‘Sì, ma bello’. Sudiamo insieme, corpi lucidi. Io massaggio il collo, lui i fianchi. Sguardi che scivolano: sul mio seno sodo, sulla sua verga che si gonfia piano.
‘Ti va un gommage?’ mi chiede, voce bassa. Annuisco, mi giro supina. Le sue mani ruvide sul mio dorso, scendono sulle chiappe, le spalanca. Sento l’aria umida sulla fica aperta. ‘Sei stupenda’, mormora. Io gemo piano, apro le cosce. Il suo cazzo ora duro, preme contro la mia gamba. ‘Vieni’, gli dico, ‘massaggiami davanti’. Mi giro, tette al vento, capezzoli duri. Le sue dita sfiorano la fica bagnata, ‘Sei fradicia’. ‘Tocca’, ansimo.
Il vapore ci isola, urgenza del mio volo domani ci brucia. Nessuno ci giudica qui, lontana da casa. Le sue dita entrano, due, poi tre, pompo il bacino. ‘Voglio il tuo cazzo’, sussurro. Mi alzo, lo porto in un angolino buio del hammam. Lo prendo in mano, grosso, venoso. Lo lecco dalla base alla cappella salata di sudore.
Il Sesso Esplosivo e l’Addio Anonimo
Lui geme, ‘Cazzo, sì’. Mi sdraio sulla banchetta, gambe spalancate. ‘Fottimi forte’. Entra di colpo, la fica si apre sul suo cazzo spesso. Pam pam pam, colpi secchi, il rumore umido nel vapore. Mi afferra le tette, pizzica i capezzoli. ‘La tua fica è stretta, troia’, ringhia. Io urlo, ‘Più forte, spaciami!’. Sento il clitoride gonfio sfregare, orgasmo che sale. Lui accelera, palle che sbattono sul mio culo.
‘Girati’, ordina. A quattro zampe, mi scopa da dietro, mano nei capelli. ‘Prendilo tutto’. Il cazzo mi riempie, tocca il fondo. Vengo urlando, la fica che pulsa, succhia la sua verga. Lui non resiste, ‘Sto venendo!’. Sento lo schizzo caldo dentro, riempie la mia fica di sborra densa. Gocce colano sulle cosce.
Ci sciacquiamo sotto la doccia fredda, corpi tremanti. ‘Grazie, bello’, dico ridendo. Lui sorride, ‘Torna presto’. Nessun nome, solo piacere.
Ora in aereo, Palermo-Roma, seduta al finestrino. Il rumore dei motori mi ricorda i suoi affondi. Sento ancora il sapore del suo cazzo in bocca, la sborra in gola. La fica un po’ indolenzita, ma felice. Lontana da tutti, anonima. Che libertà… non lo rivedrò mai, ma lo porterò dentro per sempre. Prossimo viaggio? Chissà.