La Mia Escapade Erotica in Hotel a Parigi

Ero a Parigi per un salone internazionale, uno di quei viaggi d’affari che ti sfiniscono. Dopo una giornata tra stand e clienti, torno all’hotel, un posto lussuoso vicino agli Champs. Il lounge è semivuoto, luci soffuse, divani di cuoio che odorano di ricchezza. Mi siedo al bar, ordino un prosecco, la clim fredda mi fa venire i brividi sotto il vestito leggero. Lui è lì, un tipo sulla quarantina, camicia aperta sul petto abbronzato, occhi scuri che mi squadrano. Straniero, forse spagnolo o francese, non importa. ‘Bella serata per un drink’, dice con un sorriso obliquo. Io rido, ‘Meglio che un altro meeting’. Parliamo, flirt leggero. Mi racconta del suo volo da Madrid, io del mio da Milano. La tensione sale piano, le sue ginocchia sfiorano le mie, il calore del suo corpo contro il cuoio freddo. Sento la fica che si bagna, l’urgenza del viaggio: domani riparto, nessuno ci conosce, qui posso essere una troia libera.

‘Vuoi salire?’, mi sussurra all’orecchio, il suo alito caldo misto a whisky. Non esito, lo seguo in ascensore. Le sue mani già sulle mie chiappe, mi spinge contro la parete, bacio famelico, lingue che si intrecciano. Entriamo nella suite, la porta sbatte. Mi strappa il vestito, ‘Cazzo, sei una bomba’, ansima. Io gli slaccio la camicia, le sue mani ruvide sui miei capezzoli duri. Mi butta sul letto, la clim ronza, lenzuola fresche contro la pelle sudata. Mi apre le cosce, ‘Guardati, tutta bagnata per me’. La sua bocca sulla fica, lecca piano, poi forte, la lingua che scava dentro, succhia il clitoride. ‘Oh sì, leccamela tutta, sporco bastardo’, gemo, le dita nei suoi capelli. Sento il sapore salato della mia eccitazione sulla sua lingua quando mi bacia dopo.

L’Incontro Casuale nel Lounge dell’Hotel

Non resisto, lo spingo giù, ‘Ora tocca a me’. Gli calo i pantaloni, il cazzo duro salta fuori, grosso, venoso. Lo prendo in mano, lo lecco dalla base alle palle, ‘Mmm, che bel cazzo italiano lo desideri?’. Lo infilo in bocca, succhio avida, lo sbavo tutto, lo guardo negli occhi mentre lo ingoio profondo. ‘Cazzo, sei una maiala’, ringhia, mi afferra la testa. Poi mi gira, a pecorina, mi sbatte dentro di colpo. ‘Prendilo tutto, troia!’, grugnisce, pompa forte, le palle che sbattono sul mio clito. Io urlo, ‘Fottimi più forte, riempimi la fica!’. Il sudore cola, il letto cigola, l’odore di sesso riempie la stanza. Mi fa girare, mi monta sopra, cavalco il suo cazzo, le tette che rimbalzano, lui le morde. ‘Vengo, cazzo!’, esplode dentro di me, il suo sperma caldo che mi inonda. Io squirto, godo urlando, la fica che pulsa.

Esausti, sudati, ci accasciamo. ‘Parti domani?’, chiede. ‘Sì, ma questo resta nostro’. Mi vesto, bacio veloce. In treno per l’aeroporto, il corpo ancora trema, la fica dolorante e appagata. Ricordo il suo cazzo in bocca, il suo sperma che colava, l’anonimato totale: nessuno sa, nessuno giudica. Lontana da casa, libera, voglio riviverlo presto.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *