La Mia Fuga d’Acqua Erotica in Hotel a Rimini
Ero sfinita, arrivo a Rimini con l’ultimo treno da Milano. Viaggio d’affari, caldo afoso di fine giugno, sudore che mi cola tra le tette. L’hotel sul mare, lobby con divani in pelle fresca sotto la clim. Mi fermo al bar per un prosecco, gambe accavallate, vestitino leggero che sale sulle cosce. Lui è lì, al bancone, camicia aperta sul petto abbronzato. Straniero, forse spagnolo, occhi scuri, sorriso malizioso. ‘Bella serata, eh?’, mi dice con accento sexy. Ridiamo, chiacchieriamo di viaggi, libertà lontani da casa. Nessun giudizio, solo scintille.
Torno in camera, apro il rubinetto… e fuoriesce acqua ovunque! Panico, chiamo la manutenzione. Pochi minuti, bussa: è lui, il tipo del lobby! ‘Problema fugà?’, ride. Entra, io in vestitino bagnato che si appiccica alla pelle, capezzoli duri visibili. Si accovaccia sotto il lavandino, pantaloni tesi sul pacco gonfio. Lo vedo, cazzo già mezzo duro. ‘È tardi, ma sistemo’, mormora, voce bassa. Io mi avvicino, ‘Grazie… fai caldo qui, vero?’. La sua mano sfiora la mia coscia per sbaglio, o no? Tensione elettrica, aria della clim che ci gela la pelle sudata.
L’Arrivo Tardo e l’Incontro nel Lobby
Non resisto. ‘Vieni, prendi una birra fresca’. Lo tiro su, corpi vicini. Sento il suo cazzo premere contro di me. ‘Sei bagnato tu ora’, sussurro. Lui mi bacia, mani ruvide sul mio culo. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni. Cazzo enorme, venoso, cappella viola gonfia. ‘Mmm, che bestia’, dico leccandomi le labbra. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Gemo, ‘Dammelo tutto’. Lui ansima, ‘Cazzo, italiana troia…’. Mi sdraio, apro le gambe, fica fradicia, labbra gonfie. ‘Scopami ora, prima che parta domani’.
L’Esplosione di Passione nella Mia Camera
Mi penetra di scatto, cazzo che mi riempie, urto sul collo dell’utero. ‘Sììì, più forte!’, grido. Sudore salato sulla sua pelle, gusto di mare in bocca mentre lo lecco. Mi gira a pecorina, pacche sul culo, ‘Prendilo tutto, puttana’. Clim che ronza, lenzuola umide, odore di sesso. Mi fa squirtare, ‘Guardami, goccioli come una fontana’. Poi mi sbatte missionario, tette che ballano, capezzoli pizzicati. ‘Vengo dentro?’, ansima. ‘No, in bocca!’. Tiro fuori, succhio vorace, sborra calda e densa mi riempie la gola, jets infiniti, ingoio tutto, sapore amaro-salato.
Esausti, corpi appiccicati. ‘Devi andare?’, chiedo. Annuisce, bacio veloce. Domani il mio volo per Roma. Esco dall’hotel all’alba, sole che scalda l’asfalto, ricordo il suo cazzo in bocca, fica ancora pulsante. Treno in ritardo, ma chi se ne frega. Anonimato totale, solo un’urgenza scopata in terra straniera. Libera, eccitata, già sogno la prossima fuga.