La Mia Scopata Selvaggia con lo Straniero in Piscina all’Hotel sul Mare
Ero in vacanza al mare in Calabria, quel sole italiano che ti brucia la pelle, il sale nell’aria che sa di libertà. Lontana da casa, da tutto, mi sentivo viva, pronta a tutto. All’hotel con piscina vista mare, lo vedo: un ragazzo atletico, sui 20 anni, che nuota l’ultima vasca. È esausto, braccia pesanti come piombo, ma non molla. Io sul bordo, in bikini, urlo: «Dai, non fermarti! Sei quasi arrivato, forza!». Lui riemerge ansimando, si aggrappa al bordo, muscoli tesi, acqua che gocciola sul torace scolpito dalla natation. Cado quasi.
Mi aiuta a uscire, tremante. «Grazie… non ce la facevo più», balbetta, occhi marroni timidi. È uno straniero, francese credo, in vacanza da solo. Ci sediamo vicini, serviette umide, corpi vicini. «Sei forte, eh? Sembri un campione», gli dico ridendo, sfiorandogli il braccio. Pelle calda, sapore di sale sulla dita quando mi lecco le labbra. Lui arrossisce, «No, sono… inesperto in tante cose».
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
La sera, lounge VIP dell’hotel. Sedili in cuoio fresco contro la mia pelle accaldata, aria condizionata che mi fa venire i brividi, musica bassa, rumori di onde lontane. Brindiamo con prosecco, ginocchia che si toccano. «Lontano da casa, qui nessuno ci giudica», sussurro, mano sulla sua coscia. Lui trema, «Mi fai impazzire». La tensione sale, cazzo già duro sotto i pantaloni. «Andiamo da me? Il mio volo è domani, urgentemente», dico, mordendomi il labbro. Annuisce, occhi famelici.
In camera, climatizzatore ronza, lenzuola fresche. Lo spingo sul letto, «Spogliati, fammi vedere quel corpo». Tremo anch’io. Gli calo i boxer, cazzo duro, venoso, grosso. «Cazzo, che bestia», gemo, lo prendo in mano, pelle vellutata, pre-eiaculato salato sulla lingua. Lo lecco piano, sugo tutto, lui ansima «Oh merda…». Lo succhio profondo, gola piena, saliva che cola. «Fermo, o vengo subito», geme. Lo giro, fica mia bagnata fradicia, «Leccami, dai». Lingua timida sul clitoride, poi famelica, dita dentro, «Sì, così, mangiami la fica!». Gemo forte, orgasmo che mi squassa, umori sul suo viso.
L’Esplosione di Piacere nella Camera
«Scopami ora», ordino. Mi monta, cazzo che entra piano, «Cazzo, sei strettissima». Spingo i fianchi, «Più forte, rompi la fica!». Mi sbatte selvaggio, palle che sbattono, sudore che mischia al mio sale. Cambio, levrette: lo guido, «Prendimi il culo con le mani, sbattimi!». Orgasmo suo vicino, «Vengo…», «Dentro, riempimi!». Esplode, sperma caldo che cola. Non basta: lo rimetto duro con la bocca, cavalco, tette che rimbalzano, «La tua fica è mia», grugnisce ora sicuro. Godo di nuovo, urlo «Sììì!», corpi collassati.
Il mattino, bacio veloce, «Grazie, sconosciuto». Prendo il treno per Roma, sedile vibrante come il suo cazzo, ricordo il cuoio del lounge, il suo sapore salato, orgasmi furiosi. Nessuno sa, anonimato perfetto, lontana da casa. Torno diversa, affamata di altro.