La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Hotel sul Mare

Ero partita per una settimana di vacanze in Costiera Amalfitana, sola, lontana da tutto. Quel sole italiano che brucia la pelle, il sapore del sale sul collo dopo una nuotata. Arrivo all’hotel a Positano, lusso puro, vista sul mare turchese. Entro nel lounge del bar, sera calda, aria profumata di limoni e salsedine. I sedili in cuoio fresco contro le cosce sudate, il rumore delle onde lontane, un bicchiere di prosecco ghiacciato in mano. E lì, al bancone, lui. Un uomo sui 40, robusto, spalle larghe da lavoratore, occhi azzurri, pelle abbronzata. Francese, lo capisco dal accento. Solo, con un calvados davanti. Mi guarda, sorrido. ‘Buonasera, bella italiana’, dice con voce profonda. Inizio a chiacchierare, ehm, del mare, del viaggio. Lui è qui per affari, parte domani all’alba con l’aereo da Napoli. L’alcool scorre, pompelmo fresco, risate. Sento la tensione, il suo sguardo sul mio décolleté, la mia mano che sfiora la sua sul bancone di cuoio. ‘Sei sposata?’, chiede. ‘No, e tu?’. ‘Mia moglie è lontana’. Libertà totale, nessuno ci conosce. Mi sussurra: ‘Vieni di sopra?’. Cuore che batte, fica che si bagna. Sì.

La camera è al piano alto, clim che ronza gelida sulla pelle calda, lenzuola croccanti. Ci baciamo famelici, lingue che si intrecciano, sapore di whisky e sale. Le sue mani ruvide mi strappano il vestito, seno libero, capezzoli duri. ‘Cazzo, sei perfetta’, geme. Mi getta sul letto, lecca il collo, scende, mordicchia i seni. Io gli slaccio i pantaloni, tiro fuori il cazzo: grosso, venoso, 18 cm, cappella viola gonfia. ‘Mmm, lo voglio’, dico. Lo prendo in bocca, succhio piano, lingua sul frenulo, saliva che cola. Lui ansima, ‘Brava troia italiana’. Mi infila due dita in fica, bagnata fradicia, pollice sul clitoride. ‘Inculami’, lo imploro, girandomi a pecorina. Sputa sulla figa, poi sul buco del culo. Il suo cazzo preme, entra piano, mi spacca. ‘Ahhh, sì, più forte!’. Mi scopa il culo senza pietà, palle che sbattono, sudore che gocciola. Il rumore della clim, il suo fiato caldo sul collo. Mi rigira, lecca la fica mentre mi vibra il clitoride con le dita. Io vengo urlando, spruzzo sul suo viso. ‘Ora la tua bocca’, ordino. Lo risucchio, gola profonda, lui mi incula la faccia. ‘Sto per sborrare!’. Gli tengo le palle, ingoio tutto, sperma caldo, salato, denso. Ce ne stiamo lì, corpi appiccicosi, lui mi lecca il culo dilatato, ‘Dolce fica’. Due ore di scopate, posizioni missionaria, io sopra che cavalco il suo cazzo fino a fargli male.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

All’alba, lo bacio un’ultima volta, odore di sesso e sudore. Lui corre per il taxi all’aeroporto, ‘Torna, italiana’. Io prendo il treno per Roma, sedile vibrante, fica indolenzita che pulsa ancora. Guardo il mare che sfreccia, anonimi totali, nessuno saprà. Che libertà, lontano da casa, quel cazzo sconosciuto nel mio culo… non vedo l’ora del prossimo viaggio.

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