Donna in bikini in riva al mare

L’Incontro Bollente nel Lounge dell’Aeroporto di Fiumicino

Ero in viaggio per una vacanza al mare in Puglia, un volo da Roma Fiumicino. L’aeroporto brulicava di gente, ma io avevo l’accesso al lounge VIP, grazie a quel biglietto business che mi ero concessa. L’aria condizionata era gelida, un contrasto con il caldo afoso di agosto fuori dalle vetrate. Mi siedo su una poltrona di cuoio morbido, che scricchiola sotto il mio culo. Ordino un prosecco fresco, le bollicine che pizzicano la lingua.

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Lo vedo lì, al bar: alto, spalle larghe, una mascella squadrata da modello. Occhi scuri, capelli neri un po’ scompigliati. Indossa una camicia bianca aperta sul petto, sudato per il caldo precedente. Sembra francese, o spagnolo. I nostri sguardi si incrociano. Sorride. ‘Posso?’ dice con accento straniero, sedendosi vicino. ‘Certo’, rispondo io, sentendo già un brivido. Parliamo: lui è Tyron, pilota in transito per un volo cargo. Io, Iris, 33 anni, libera per tre giorni di mare.

La Tensione che Sale nel Lounge VIP

La tensione sale piano. Le sue gambe sfiorano le mie sotto il tavolino basso. Il cuoio della poltrona si appiccica alla pelle delle cosce nude sotto la gonna leggera. Fuori, il rombo dei motori copre i nostri sussurri. ‘Sei bellissima’, mi dice, la mano che sfiora il mio ginocchio. Io arrossisco, ma non mi tiro indietro. Lontana da casa, da Roma, nessuno mi conosce. Posso essere puta per una notte. ‘E tu hai un cazzo che mi sta già facendo bagnare’, gli dico piano, ridendo. Lui si irrigidisce, gli occhi che si accendono.

Ci alziamo, fingiamo di andare al baño. Ma lui mi porta in una saletta privata del lounge, usata per meeting, con porta a chiave. L’aria è ferma, profuma di caffè e cuoio. Chiude la porta. ‘Ho il volo tra un’ora’, dice. ‘Anch’io’, rispondo. Urgenza pura. Mi bacia, la lingua invadente, sapore di menta e sale sulla pelle. Le mani sotto la gonna, dita che scavano nella figa già fradicia. ‘Cazzo, sei pronta’, geme.

L’Esplosione di Passione Prima della Partenza

Lo spingo sul divanetto di pelle. Gli slaccio i pantaloni, tiro fuori il cazzo duro, grosso, venoso. Lo lecco dalla base alla cappella, succhio forte, la saliva che cola. Lui geme, afferra i miei capelli. ‘Succhia più profondo, troia’. Io obbedisco, la gola piena, il sapore muschiato. Poi mi alzo, mi giro, gonna alzata. ‘Fottimi ora’. Lui mi afferra i fianchi, il cazzo entra di colpo nella figa stretta, bagnata. Spinge forte, il rumore di pelli che sbattono, il cuoio che cigola. Io gemo, ‘Più forte, riempimi’. Sento il sudore salato sulla schiena, il suo fiato caldo sul collo.

Mi gira, mi siede in braccio. Cavarico il suo cazzo, tette che rimbalzano fuori dal reggiseno. Succhia i capezzoli duri, morde. La figa pulsa, sto per venire. ‘Sborra dentro’, urlo. Lui accelera, grugnisce, mi riempie di sborra calda, che cola sulle cosce. Io esplodo, la figa che si contrae, squirt leggero che bagna il cuoio. Restiamo fermi, ansimanti, corpi appiccicosi.

Ci rivestiamo veloci. ‘È stato pazzesco’, dice lui, baciandomi. ‘Anonimi per sempre’. Esco, gambe molli, profumo di sesso addosso. Al gate, il mio volo chiama. Mi siedo in aereo, il rombo dei motori che mi vibra nella figa ancora sensibile. Ripenso al suo cazzo, alla sborra che sento ancora dentro. Lontano da casa, libera, nessuno sa. Solo un ricordo torride, da rivivere mastorbandomi stasera in spiaggia.

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