L’Avventura Torrida nel Lounge di Atene con uno Sconosciuto
Ero ad Atene per un viaggio d’affari, quel caldo afoso di fine estate che ti appiccica i vestiti alla pelle. Sole cocente sul Foro, sudore salato che sa di Grecia e libertà. Lontana da casa, da Roma, mi sentivo viva, senza giudizi. Check-in in un hotel di lusso vicino all’Acropoli, lobby con divani in cuoio nero, morbidi e caldi sotto le cosce nude del mio vestitino leggero. Aria condizionata che mi fa venire i brividi sui capezzoli.
Seduto lì, un tipo greco, sui quarant’anni, atletico, barba incolta, aria da filosofo di strada. Beveva un ouzo, gambe accavallate. I nostri sguardi si incrociano. ‘Italiana, eh? Che ci fai qui tra le rovine?’, mi fa con un sorriso sfrontato. Io rido, mi siedo vicino. ‘Cerco un po’ di eterno, come dicevate voi antichi. E tu?’. Lui si sporge, odore di sudore maschio e mare. ‘Io vivo l’istante, bella. Niente futuro, niente passato. Solo ora’. Parliamo, lui come un Diogene moderno, cinico, mi sfida. ‘La vita è fottutamente semplice: mangia, scopati, dormi’. Le sue parole mi eccitano, frasi secche, dirette. La sua mano sfiora la mia coscia sul cuoio, casuale? No, intenzionale. Sento la fica che si bagna piano. ‘Domani riparto, volo per Roma’, gli dico, voce bassa. ‘Meglio. Urgenza rende tutto più buono’. Tensione elettrica, respiri pesanti, clim che ronza.
L’Incontro Fortuito e la Tensione Crescente
Non resisto. ‘Andiamo su?’, chiedo. Lui annuisce, occhi famelici. Ascensore, mani già addosso. Camera mia, puzza di lenzuola fresche e aria gelida. Lo spingo sul letto, gli slaccio la camicia, petto villoso, sudato. Bacio il suo collo, gusto sale e uomo. ‘Cazzo, sei una troia italiana’, mormora ridendo. Io gli abbasso i pantaloni, cazzo grosso, duro come marmo, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, pompino profondo, saliva che cola, lui geme ‘Brava, succhialo tutto’. Mi infilo a cavalcioni, fica rasata fradicia, lo infilo dentro con un colpo secco. ‘Ahhh, sì, fottimi forte!’, urlo. Lui mi afferra i fianchi, pompa dal basso, palle che sbattono sul mio culo. Sudore che ci cola tra i corpi, letto che cigola, clim che copre i nostri ansiti. Cambio posizione, a pecorina, lui mi sbatte dietro, dita nel culo, ‘Ti piace, puttana in vacanza?’. Io vengo tremando, pareti che si stringono sul suo cazzo. ‘Sborra dentro, riempimi!’, lo imploro. Lui ruggisce, getti caldi che mi inondano, fica che sgocciola sperma.
Ci stacchiamo ansimanti, corpi appiccicosi. Doccia veloce, acqua bollente che lava il sale. Lui sorride, ‘Torna presto, italiana’. Io annuisco, anonimi perfetti. Bagaglio pronto, taxi per l’aeroporto. Sul volo, sedile in pelle, motori che ronzano, ripenso al suo cazzo in bocca, al sapore di sborra, al brivido dell’urgenza. Lontano da casa, tutto permesso. Nessun nome, solo ricordo bollente. Chissà se lo rivedrò. Intanto, tocco la fica ancora gonfia sotto la gonna. Libertà pura.