Donna in bikini in riva al mare

La Mia Escale Infuocata nel Lounge dell’Aeroporto

Ero in viaggio per le vacanze al mare in Sicilia, un volo con scalo a Roma. Stanca del mio matrimonio morto, 55 anni, corpo snello con curve giuste, capelli neri ondulati. Nel lounge VIP dell’aeroporto, aria fresca della clim, sedili di cuoio morbido che scricchiolano sotto di me. Sole italiano che tramonta fuori, vista sulle piste, rumore sordo dei motori. Ordino un prosecco, salato sulle labbra dal sudore del giorno.

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Lo vedo lì, Sam, alto, nero, muscoli tesi sotto la camicia, occhi che mi divorano. Straniero, forse di passaggio per affari. Mi sorride, si avvicina. ‘Bella italiana, sola?’ Parlo con lui, accento profondo, mani grandi che sfiorano il mio bicchiere. Ridiamo, corpi vicini sul cuoio caldo. Sento l’eccitazione dell’ignoto, nessuno mi conosce qui. Libertà pura, lontano da casa, da giudizi. ‘Domani il mio volo per Palermo,’ dico. ‘Urgenza, eh?’ risponde, mano sulla mia coscia. Tremo.

L’incontro casuale e la tensione che sale

Arrivano i suoi due amici, neri come lui, attraenti, birre in mano. Lounge semivuoto, notte fonda. Mi offrono un drink, complimenti sul mio vestito leggero, senza reggiseno, capezzoli duri contro il tessuto. Gambe accavallate, sentono il mio profumo misto a salsedine immaginaria del mare che verrà. ‘Sei una bomba,’ dice uno, Désiré, dita che sfiorano il mio ginocchio. Cuore batte forte, clitoride pulsa. Sam mi sussurra: ‘Vieni nella sala privata, relax vero.’ Esito, ma l’urgenza del mio volo domani mi spinge. Sì.

Ci spostiamo in una stanza attigua, luci basse, divano enorme di cuoio. Porta chiusa, isolamento. Sam mi bacia subito, bocca vorace, lingua che invade. Mani ovunque, slaccio il vestito, tette libere, le succhia i capezzoli, mordicchia. ‘Cazzo, che fica rasata,’ geme vedendomi nuda. Mi inginocchio, la sua cazzo enorme, venosa, salata di sudore. La lecco dal basso, testicoli grossi in bocca, uno alla volta. Gemo, pompo forte, aspirando. Gli amici guardano, cazzi duri nei pantaloni.

Désiré si unisce, cazzo spesso come un bambù. Lo prendo in mano, lo branlo mentre succhio Sam. ‘A quattro zampe, troia,’ ordina Sam. Obbedisco, figa bagnata esposta, aria fredda della clim sui glutei. Sam mi lecca il culo, lingua ruvida sul buco, due dita in fica, pollice sul clito. Esplodo, squirto sul pavimento, gambe che tremano. ‘Brava puttana italiana.’ Primo amico mi infila il cazzo in bocca, mi fotte la gola. Sam mi penetra la figa, colpi lenti poi violenti, palle che sbattono.

La scopata intensa e senza freni

Mi girano, a pecorina. Jacques, il terzo, mi sbatte il culo, lubrificato dalla saliva. ‘Prendilo tutto,’ grugnisce. Doppio, cazzi in figa e culo, ritmo infernale. Sento vene pulsare dentro, pieni, dilatati. Gemo forte, ‘Sì, scopatemi, stronzi!’ Sam in bocca, sperma caldo che ingoio, gusto amaro-salato. Mi fanno cavalcare Désiré, cazzo largo che mi spacca, Jacques dietro nel culo. Tre cazzi, mi riempiono, orgasmi multipli, sudore che cola, pelle appiccicosa.

Sam mi alza contro la vetrata, figa contro vetro freddo, mi fotte da dietro, vista sulle piste buie. ‘Jui per me,’ mi ordina, dita sul clito. Veniamo insieme, lui nella gomma, io che urlo. Esausta, cazzi puliti con la bocca, sperma residuo.

Doccia rapida, corpi appiccicosi. ‘Torna presto,’ dice Sam. Esco, gambe molli, aroma di sesso e cuoio. Al gate, volo per Sicilia, sedile vibra coi motori. Ricordi: cazzi neri, umiliazione dolce, orgasmi folli. Anonimato totale, nessuno sa. Sorriso complice allo steward. Meraviglioso essere libera.

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