La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Aeroporto di Roma
Ero partita da Milano per un viaggio d’affari a Palermo. Scalo a Roma, volo ritardato di tre ore. Mi rifugio nel lounge VIP di Fiumicino. L’aria condizionata mi gela la pelle, ancora umida di sudore dal caldo romano. Il cuoio dei divani appiccicosi sotto le cosce, sa di lusso e sigari. Sorseggio un prosecco, il sapore frizzante sulla lingua. Guardo intorno, annoiata. Eccolo lì: alto, capelli scuri arruffati, occhi verdi che bucano. Straniero, forse spagnolo, camicia aperta sul petto abbronzato. Mi sorride. ‘Bella serata per un ritardo, no?’ dice con accento sexy. Io rido, ‘Peggio di così… ma ora è meglio.’ Ci sediamo vicini. Gambe che si sfiorano. Parliamo di viaggi, di libertà lontani da casa. ‘Qui nessuno ci conosce,’ sussurro, la voce bassa. Lui annuisce, mano sulla mia coscia. Il cuore mi batte forte. Sento la fica bagnarsi piano. Il rumore dei motori lontani, vibrazioni nel pavimento. Sudore salato sul collo, lo lecco via con la lingua. ‘Andiamo via da qui?’ mi chiede, respiro caldo sull’orecchio. Annuisco. Urgenza totale: il mio volo parte tra un’ora.
Prendiamo l’ascensore per l’hotel dell’aeroporto, stanza libera per ore. Porta che sbatte. Mi spinge contro il muro, bacia vorace. Lingue che duellano, sapore di vino e saliva. Mani ovunque: slaccia la mia gonna, io gli sbottono i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, duro come ferro, vene gonfie, cappella rossa lucida di pre-sborra. ‘Cazzo, sei enorme,’ gemo. Lo prendo in mano, lo pompo lento. Lui mi strappa il reggiseno, succhia i capezzoli duri. Mordicchia, tira. Io ansimo, ‘Sì, così…’ Mi gira, mi abbassa le mutande. Dita nella fica fradicia. ‘Sei inzuppata, troia italiana.’ Rido, ‘Fammelo sentire.’ Mi piega sul letto, aria fredda della clim sui glutei nudi. Lecca la fica da dietro, lingua dentro, succhia il clitoride. Gusto del mio umore salato sulla sua bocca. Grido piano. Poi mi penetra di colpo. Cazzo che spacca, riempie tutto. ‘Ahhh, fottimi forte!’ urlo. Spinge come un animale, palle che sbattono sul mio culo. Sudore che cola, corpi appiccicati. Mi giro, lo cavalco. Fica che lo ingoia, su e giù. Mani sul suo petto peloso, unghie che graffiano. ‘Vengo, cazzo!’ esplode lui, sborra calda dentro di me. Io tremo, orgasmo che mi squassa, pareti che pulsano. Non basta: mi fa inginoccare, cazzo in bocca. Succhio avida, gusto di fica e sperma. Mi sborra in gola, ingoio tutto. Rido, esausta.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Ci rivestiamo di fretta. Orologio: venti minuti al boarding. Bacio ultimo, umido. ‘Torna a Roma,’ sussurra. ‘Forse.’ Esco, gambe molli, fica che gocciola ancora. In fila per il volo, rumore motori assordante. Ricordo il suo cazzo, il sapore salato della pelle, il cuoio del lounge. Lontana da casa, libera, nessuno mi giudica. Anonimato totale. Sul aereo, seduta, sorrido. Quella notte, quell’urgenza… un segreto mio. Chissà se lo rivedrò. Intanto, il mio corpo brucia ancora.