L’Incontro Infuocato nel Lounge dell’Aeroporto di Roma
Ero partita da Milano per le vacanze al mare in Sardegna. A Fiumicino, caldo infernale fuori, sole italiano che brucia l’asfalto. Dentro il lounge VIP, aria condizionata che mi gela la pelle, sedili in cuoio morbido che scricchiolano sotto il mio culo. Odore di caffè forte e profumi costosi. Aspettavo il volo per Olbia, bicchiere di prosecco in mano, gonna leggera che sale sulle cosce.
Lo vedo lì, Paolo, sui 55 anni, elegante, camicia aperta sul petto peloso, occhi che mi squadrano. Straniero? No, italiano del Sud, accento napoletano. Si siede vicino, ‘Bella serata per volare, eh?’. Sorrido, gambe accavallate, lascio che la gonna scopra un po’ di più. Parliamo di viaggi, lui da Roma per affari a Cagliari. Mani che sfiorano il cuoio, ginocchia che si toccano. ‘E tu, così sexy in lounge, cerchi compagnia?’. Rido, ‘Lontana da casa, nessuno mi giudica. E tu?’. La sua mano sale sulla mia coscia, dito che preme piano. Cuore che batte forte, eccitazione dell’ignoto. ‘Ho una suite privata qui dietro, 40 minuti prima del gate. Vieni?’. Esito, mordo il labbro. ‘Sì, cazzo, andiamo’.
La Seduzione nel Lounge VIP
Porta chiusa, suite con vista piste, rumore motori lontani che vibra nel muro. Mi spinge contro il muro, bocca sulla mia, lingue che si mischiano, sapore di whisky e sale sulla sua pelle sudata. ‘Spogliati, troia’, ringhia. Gli tiro giù i pantaloni, cazzo duro che salta fuori, grosso, venoso, cappella rossa. Mi inginocchio sul tappeto, cuoio della borsa che mi graffia il ginocchio. Lo lecco piano, dalla base alle palle, sapore muschiato, sudore estivo. ‘Oh merda, sì, succhialo’. Lo prendo in bocca, sugo profondo, gola che si contrae, saliva che cola. Lui geme, mani nei miei capelli, ‘Brava puttana’. Mi alzo, skirt su, mutande da parte, fica bagnata che gocciola. ‘Inculami, Paolo, forte’. Si lubrifica con la mia eccitazione, dito nel culo, poi due, mi apre. Mi piega sul divano, freddo della clim sulla schiena nuda. Cazzo che spinge, dolore dolce, ‘Rilassati, cazzo’. Entra piano, poi sbatte, palle che schiaffeggiano la fica. ‘Che culo stretto, troia!’. Io urlo, ‘Più forte, scopami il culo!’. Mi massaggia la clitoride, dita ruvide, vengo tremando, pareti che pulsano. Lui accelera, ‘Sto venendo!’, sborra caldo dentro, fiotti che riempiono. Mi ritira, sperma che cola sulle cosce, gusto amaro quando lo lecco via dal suo cazzo flaccido.
Sudati, ansimanti, 10 minuti per rivestirci. Baci veloci, ‘Numero?’. ‘No, anonimato totale, è meglio’. Esce prima, io mi sistemo, specchio che riflette rossore, fica dolorante, culo che brucia. Torno al gate, volo chiama. Seduta in aereo, finestrino con tramonto sul mare, rivivo tutto: odore del suo cazzo in bocca, calore del suo corpo contro la mia pelle salata, vibrazione motori come i suoi colpi. Libera, lontana da casa, nessuno sa. Sorriso complice, mano tra le gambe sotto la coperta. Che avventura, cazzo.