Atmosfera intima da boudoir

La Mia Pompa Bollente nel Lounge dell’Aeroporto

Ero partita da Roma per un weekend al mare in Sardegna, quel calore afoso di fine estate che ti entra nelle ossa. L’aeroporto di Roma Fiumicino brulicava di gente, ma io avevo l’accesso al lounge VIP, grazie alla mia carta fedeltà. Aria condizionata gelida che mi faceva venire i brividi sotto il vestitino leggero, odore di caffè forte e cuoio dei divani. Mi siedo in un angolo tranquillo, valigia accanto, un bicchiere di prosecco in mano. Libera, lontana da tutto, nessuno mi conosce qui.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

Lo vedo subito: alto, capelli castani mossi, occhi timidi, forse un francese in transito per lavoro. Indossa una camicia bianca un po’ stropicciata, valigetta in mano. I nostri sguardi si incrociano, sorrido. ‘Posso sedermi qui? Il posto è pieno,’ dice con accento morbido. ‘Certo, siediti pure,’ rispondo io, la voce bassa, sensuale. Ci presentiamo: lui è Luca, no, aspetta, Marc, da Parigi. Parliamo del viaggio, del caldo italiano che lo fa sudare. Sento già l’eccitazione dell’ignoto, quella libertà di essere anonima.

L’Incontro Casuale nel Lounge VIP

La tensione sale piano. Le nostre ginocchia si sfiorano sul divano di cuoio freddo. Prendo una coperta leggera dalle poltrone, la stendo sulle gambe. ‘Fa freddo qui con la clim,’ dico ridendo. Lui annuisce, arrossisce un po’. La mia mano scivola piano sulla sua coscia, sento i muscoli tesi. ‘Ti piace l’Italia?’ chiedo, mentre le dita salgono. Il suo cazzo si indurisce sotto i pantaloni, lo sento pulsare. ‘Mmm, sì… molto,’ balbetta lui, gli occhi che brillano.

Non resisto più. Guardo intorno: il lounge è semivuoto, gente con cuffie, schermi che ronzano. Sotto la coperta, apro piano la sua zip. Il suo uccello salta fuori, grosso, venoso, già bagnato di pre-sborra. ‘Cazzo, che bel cazzo,’ sussurro. Lui ansima, ‘Ines… no, aspetta…’ Ma non si muove. Lo prendo in mano, lo accarezzo lento, sento il calore della pelle, il sapore salato sulla lingua quando lo lecco la punta. Apro la bocca, lo ingoio piano, la lingua che gira intorno al glande gonfio. Suzione dolce, come una carezza, lui geme piano, mano nei miei capelli.

L’Esplosione di Piacere e l’Addio Frettoloso

Lo spingo più a fondo, la gola si rilassa, lo scopo con la bocca. ‘Oh merda, sì…’ mormora, i fianchi che spingono leggeri. Il rumore dei motori lontani, l’aria fredda sui polpacci nudi, il cuoio che scricchiola sotto di noi. Succhio più forte, le guance incavate, la saliva che cola. Lui trema, ‘Sto per venire…’ Io accelero, lo tengo fermo, e bum: schizzi caldi in bocca, sborra densa, salata, la ingoio tutta con un ‘Mmm…’ goloso. Non sputo mai, mi eccita da morire.

Dopo un quarto d’ora, lui si riprende, ma io sono ancora calda. Mi appoggio su di lui, fingo di sonnecchiare. Verso le 5 del mattino, mi sveglio con il suo cazzo di nuovo duro contro la guancia. ‘Ancora?’ chiedo ridendo piano. Gli slaccio il reggiseno sotto il vestito – no, stavolta tocca a me. Le sue mani sui miei seni piccoli e sodi, pizzica i capezzoli duri. Io riprendo il suo uccello, lo lecco vorace, lo infilo tutto in bocca. Bacio profondo, lo scopo con ritmo, lui mi guida la testa. ‘Vengo di nuovo…’ e via, altra sborrata piena, la ingoio avida, poi un bacio umido.

L’altoparlante annuncia il mio volo: ‘Imbarco per Cagliari.’ Mi alzo, coperta via, lui ancora mezzo fuori, sorrido. ‘È stato un piacere, straniero.’ Lo bacio veloce, gusto di sborra sulle labbra, e via verso il gate. Sul volo, il cuore batte forte, il ricordo del suo cazzo in bocca, l’anonimato totale. Nessun nome vero, nessun rimpianto. Solo libertà pura, come piace a me.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *