Donna in bikini in riva al mare

La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Aeroporto di Fiumicino

Ero di ritorno dalle vacanze al mare in Puglia, quel sole cocente che ti brucia la pelle, il sale ancora appiccicoso sulle cosce. Transito all’aeroporto di Fiumicino, ore 22, stanca ma eccitata dall’anonimato. Entro nel lounge VIP, aria condizionata gelida che mi fa rabbrividire i capezzoli sotto la camicetta leggera. Divani di pelle nera, odore di caffè e cuoio. Lo vedo lì, solo, alto, camicia sbottonata sul petto villoso, occhi scuri che mi squadrano. Straniero, forse francese, accento sexy quando ordina un drink.

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Mi siedo vicina, gambe accavallate, gonna che sale un po’. ‘Bella serata per un volo notturno, no?’ dico sorridendo. Lui ricambia, mano che sfiora la mia coscia mentre prende il bicchiere. ‘E tu, da dove vieni con quella pelle dorata?’ Parliamo, risate, corpi che si avvicinano. Sento il suo respiro caldo sul collo, il cuore che batte forte. ‘Ho una stanza qui vicino, hotel dell’aeroporto. Vieni?’ sussurra. L’urgenza del mio volo tra due ore mi fa fremere: nessuno ci conosce, pura libertà.

L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale

Lo seguo, porta della stanza che si chiude con un clic. Mi bacia vorace, mani ovunque. ‘Spogliati’, ordina. Esito, ma obbedisco, solo reggiseno e mutandine. Mi lega i polsi con la sua cravatta alla testiera del letto, buio pesto, solo luce dal corridoio sotto la porta. Mi mette un foulard sugli occhi, mondo nero, sensi all’erta. Sento i suoi passi, il fruscio dei vestiti. ‘Aspetta… ti prego…’, gemo attraverso il tessuto in bocca. Ride piano, forbici fredde tagliano via reggiseno e slip, strappi secchi.

L’Esplosione di Passione e il Dopo

La sua mano scivola sul mio seno, pizzica i capezzoli duri. ‘Sei bagnata già, troia italiana’, dice crudele. Due dita nella fica fradicia, pompa forte, pollice sul clitoride gonfio. Urlo soffocato, corpo che si inarca. Mi dà una sberla sulle cosce, bruciore delizioso, poi fessaee sul culo, palmo che schiocca. ‘Ti piace, eh?’ Sì, lo adoro. Mi gira, a pecorina, cazzo duro che preme contro. Entra di colpo, grosso, mi riempie tutta. ‘Cazzo, che stretta!’, grugnisce pompando selvaggio. Io gemo: ‘Più forte, scopami!’. Sudore salato sulla pelle, clim che ronza, lenzuola umide. Mi sbatte senza pietà, palle che sbattono, dita che mi scavano il culo. Viene dentro, caldo sperma che cola, io esplodo in orgasmo, tremo tutta.

Mi slaccia, toglie il bandeau. ‘Incredibile’, sussurra baciandomi. Doccia veloce, odore di sapone e sesso. Torno al gate di corsa, aereo che romba, sedile vibra al decollo. Guardo il finestrino, ricordo il suo cazzo in me, il bruciore sulle cosce, l’anonimato totale. Nessun nome, nessun rimpianto. Solo desiderio infinito, come se fossi rinata. Lontana da casa, tutto è permesso.

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