La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Roma
Ero in viaggio d’affari da Milano a Napoli, ma un ritardo mi ha bloccata all’aeroporto di Roma Fiumicino. Caldo afoso fuori, dentro il lounge VIP l’aria condizionata gelida mi fa venire i brividi. Mi siedo su una poltrona di pelle nera, morbida e fresca contro le cosce. Odore di caffè forte e cuoio pregiato. Prendo un prosecco, le bollicine fresche sulla lingua.
Lo vedo lì, un uomo sui 65 anni, elegante, camicia bianca stirata, mani grosse da chirurgo. Mi sorride, occhi azzurri penetranti. ‘Prima volta qui?’ dice con accento straniero, forse inglese. James, si chiama così. Medico, in transito per un congresso. Parliamo, il volo ritarda di ore. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere, dita tozze ma precise. Sento un calore tra le gambe, l’anonimato dell’aeroporto mi eccita. Lontana da casa, nessuno mi conosce. ‘Andiamo in un posto più tranquillo?’ propone. Annuisco, il cuore batte forte.
L’Escale a Fiumicino e l’Incontro con Lui
Ci spostiamo al lounge privato, poi all’hotel annesso. Ascensore silenzioso, il suo profumo muschiato mi invade. Entriamo in camera, climatizzatore ronza basso, lenzuola bianche stirate. Chiude la porta, mi bacia il collo, bacio umido e urgente. ‘Sei bellissima’, mormora. Le sue mani scivolano sotto la gonna, palpa le mie cosce. Io indosso un perizoma trasparente, regalo di un’amica. Lo tiro fuori, lo infila in tasca ridendo. ‘Lo tengo di ricordo.’
Mi sdraio sul letto, apro le gambe. ‘Fammi vedere’, dice. Tira giù la gonna, ammira la mia fica rasata, già bagnata. ‘Perfetta.’ Si scalda le mani, le appoggia sulle labbra interne, pollice grosso sul clitoride. Gemo, il contatto elettrico. Tritura piano, entra con un dito, poi due. La fica cola, succhia i suoi dita. Muovo il bacino, urgenza del volo che parte presto. ‘Scopami’, ansimo. Ma prima mi fa venire, dita dentro che spingono, orgasmo violento, stringo le cosce sulla sua mano.
Il Sesso Selvaggio nella Camera dell’Hotel
Si spoglia, cazzo medio ma duro, rasato. Lo prendo in bocca, gusto salato, lo ingoio profondo. Lui geme, afferra i miei capelli. Poi mi mette a cavalcioni, cazzo alla fica. Scendo piano, lo sento riempirmi, lubrificato dalla mia eccitazione. Cavalcata selvaggia, tette che rimbalzano, lui le morde i capezzoli. ‘Cazzo, che troia!’, grugnisce. Cambio posizione, a pecorina sul letto, lui dietro. Mi penetra forte, palle che sbattono, mano sul clito. ‘Vengo!’, urla, sborra calda dentro, fiotti che colano. Io vengo di nuovo, tremante.
Finito, sudati, odore di sesso nell’aria. Si lava veloce, io mi rivesto senza mutande, fica gocciolante. ‘Torna presto in Italia’, dice con un bacio. Esco, riprendo il volo. Seduta in aereo, motori che ruggiscono, rivivo tutto: dita esperte, cazzo pulsante, sborra che mi bagna ancora le cosce. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Chissà se lo rivedrò.