La Mia Avventura Infuocata nel Lounge dell’Aeroporto
Ero a Fiumicino, in attesa del volo per Milano. Viaggio d’affari, solita routine. Ma quel lounge VIP… aria fresca della clim, sedili di pelle che scricchiolano sotto il culo, rumore lontano dei motori. Sudavo un po’ per il caldo romano fuori, sapore di sale sulla pelle.
Lo vedo lì, alto, occhi azzurri, camicia aperta sul petto abbronzato. Straniero, forse tedesco. Mi guarda, sorrido. ‘Ciao, bel tempo per volare?’ dice con accento sexy. Ci sediamo vicini, gin tonic in mano, ghiaccio che tintinna. Parliamo di viaggi, di libertà lontani da casa. Le sue mani sfiorano la mia coscia, casuale? No, intenzionale. Sento la figa che si bagna già, mutandine umide.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
‘Ti va una pausa privata?’ sussurra. Cuore che batte forte. ‘Sì, andiamo.’ Prendiamo la navetta per l’hotel dell’aeroporto, urgenza del volo che ci brucia dentro. Camera anonima, lenzuola fresche, vista sulle piste.
Mi bacia vorace, lingua che invade la bocca. Mani grandi sotto la gonna, dita che strofinano il clito gonfio. ‘Sei già fradicia, puttanella.’ Geme. Mi sdraio, apro le gambe. Le sue dita entrano nella figa, piano, poi forte. ‘Oh cazzo, sì!’ gemo, camandomi. Mi fa leccare i dita, sapore della mia eccitazione, salato e dolce.
Lo prendo in bocca, cazzo duro, vene pulsanti. Lo succhio profondo, gola piena, saliva che cola. ‘Brava troia,’ ansima, ritraendosi per non venire. Mi gira, a pecorina. Bacia i capezzoli duri, morde piano. Lingua sul culo, lecca il buco stretto. ‘Vuoi qui?’ ‘Sì, inculami!’
La Scopata Selvaggia nella Camera d’Hotel
Ungue con la mia figa bagnata, un dito nel culo, poi due. Mi apro, tremante. ‘Prontissima.’ Si posiziona, cazzo contro l’ano. Spinge, dolore dolce, poi pienezza totale. ‘Cazzo, che stretto!’ Pompa piano, poi bestiale, pancia sui miei fianchi. Io mi masturbo la figa, dita dentro, clito che scoppia.
‘Sei la mia puttana da viaggio,’ ringhia. Alterna, esce dal culo e me lo infila in bocca. Lo lecco pulito, sapore proibito, mi eccita da morire. ‘Ancora!’ Mi rimette a quattro zampe, mi cavalca, colpi secchi. Sudo, clim che ronza, odore di sesso nell’aria.
Non resisto, vengo urlando, figa che squirta. Lui esplode dentro, sborra calda che cola dal culo. Mi lecca le ultime gocce, io lo pulisco con la lingua.
Pochi minuti, ci rivestiamo. ‘Il mio volo…’ Corro al gate, gambe molli, culo che pulsa. Lui sparito, anonimo totale. Ricordo quel cazzo nel mio tunnel, libertà pura. Lontana da casa, nessuno giudica. Prossimo viaggio? Chissà chi…