La Mia Avventura Lesbica nel Lounge dell’Hotel sul Mare

Ero partita da sola per un weekend al mare in Puglia, lasciando marito e figli a Milano. Trentanove anni, vita perfetta, ma quel brivido dell’ignoto… L’aereo atterra a Bari sotto il sole cocente, odore di salsedine che entra dalle narici. Transfer all’hotel luxury sul lungomare, lobby fresca con aria condizionata che mi accarezza la pelle sudata.

Serata, lounge bar. Pelle d’oca per il contatto del cuoio dei divani. Ordino un prosecco, gelo nel bicchiere. Lei arriva: alta, capelli neri in chignon, occhi a mandorla dietro occhiali fini, pelle olivastra. Circa quarant’anni, tailleur elegante, aria da professoressa o artista. Si siede vicino, ‘Posso?’. Voce morbida, accento romano. Parliamo di viaggi, di libertà lontani da casa. ‘Qui nessuno ci giudica’, dice ridendo, mano che sfiora la mia sul bracciolo.

L’Incontro nel Lounge e la Tensione che Sale

Sguardi che si incastrano. Calore sale, non solo del sole italiano. Mi racconta del suo lavoro, io della mia vita regolare. ‘Hai mai fatto qualcosa di folle?’, mi chiede, rossore sulle guance. Io esito, ‘Forse stasera…’. Il suo ginocchio tocca il mio, elettrico. ‘La mia camera è al quinto, vista mare. Vieni a bere qualcosa? Domani riparto all’alba, volo per Roma’. Urgenza del addio, eccitazione pura.

Saliamo. Ascensore silenzioso, fiato corto. Porta si chiude, lei mi spinge al muro. Labbra sulle mie, morbide, sapore di vino e menta. Lingue che danzano, umide. ‘Ti voglio da ore’, sussurra. Mani sotto la mia camicetta, capezzoli duri che pizzica. Io gemo, ‘Aspetta… sono sposata, ma… sì’. La sua pelle sa di sale, sudore leggero.

Sul letto, king size, lenzuola fresche contro la clim gelida. Mi sfila il vestito, reggiseno cade. ‘Che tette belle’, dice, bocca sui miei capezzoli, succhia forte, lingua che gira. Io ansimo, mani nei suoi capelli, sciolgo il chignon. Nera cascata. Le bacio il collo, scendo, apro la camicia. Sue tette pesanti, areole scure, le mordo piano. Lei geme, ‘Brava, continua’.

La Passione Esplosiva e l’Urgenza del Partenza

Pantaloni giù, mutande bagnate. La sua fica rasata, gonfia, odore muschiato. Dita dentro, bagnata fradicia. ‘Leccami’, ordina. Inginocchio, lingua sulla figa, clitoride turgido. La succhio, assaporo il suo succo salato. Lei trema, ‘Oh cazzo, sì!’. Gambe spalancate, fianchi che spingono. Io infilo due dita, pompo veloce. Viene urlando, schizzi caldi in bocca.

Ora tocca a me. Mi sdraio, lei tra le cosce. ‘Sei depilata perfetta’. Lingua esperta, entra nella fica, lecca il culo. Io impazzisco, ‘Non fermarti!’. Dita che mi scopa, pollice sul clito. Orgasmo violento, urlo nel cuscino. Ma lei vuole di più. ‘Hai mai provato il mio feticcio?’. Esito. ‘Pipi?’. Annuisce, eccitata. ‘Nella vasca, fidati’.

In bagno, piastrelle fredde. Ci spogliamo nude. Lei si accovaccia, ‘Guarda’. Getto caldo nella tazza, mutande sue già umide. ‘Ora tu’. Io… non so. Ma l’eccitazione vince. Mi bagna le mutande bianche, pipì tiepida che cola sulle cosce. ‘Brava troietta’, ride. Ci strofiniamo, fiche bagnate una contro l’altra, scivolose. Baci, pipì che mischia ai succhi. Piacere proibito, vergogna dolce.

Esauste, docce veloci. Lei mi bacia, ‘Grazie, sconosciuta’. All’alba, la vedo andar via in taxi, bagagli. Io prendo il treno per Milano, sedile vibrante coi motori. Finestra, mare che sfreccia. Ricordo la sua lingua nella fica, il calore della pipì, anonimo totale. Nessuno saprà. Sorriso complice allo specchio. Torno a casa, ma quel segreto brucia ancora.

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