La Mia Follia nel Lounge dell’Aeroporto: Sesso con uno Sconosciuto

Ero in viaggio d’affari a Madrid, stanca morta dopo una settimana di riunioni. L’aeroporto era un caos, ma il lounge VIP mi salvò. Aria fresca della clim, odore di caffè forte e pelle sudata. Mi siedo al bar, gonna stretta che sale sulle cosce, camicetta sbottonata quel tanto. Lui arriva, alto, occhi scuri, camicia aperta sul petto abbronzato. Straniero, forse francese, accento sexy. ‘Posso offrirti un drink?’, dice sorridendo. Io annuisco, cuore che batte. Parliamo, flirt leggero. La sua mano sfiora la mia, calore elettrico. ‘Sei italiana? Bellissima’, mormora. Io rido, ‘E tu? Qui di passaggio?’. Lui annuisce, volo fra un’ora. L’urgenza mi eccita. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Le sue dita sotto il tavolo, sulla mia coscia. Sento la fica bagnarsi. ‘Andiamo in un posto tranquillo?’, chiedo io, voce roca. Lui mi prende la mano, verso i bagni VIP, isolati.

La porta si chiude, rumore ovattato degli aerei fuori. Mi spinge contro il muro, bocca sulla mia, lingua invasiva, sapore di whisky. ‘Cazzo, sei una bomba’, ansima. Le mani sotto la gonna, slip strappati via. Dita dentro di me, bagnato fradicio. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo enorme, duro come ferro, vene pulsanti. ‘Scopami ora, non ce la faccio più’, gemo. Lui mi gira, gonna alzata, fica esposta. Sento il glande premere, grosso, entrare piano. ‘Stretta da morire’, grugnisce spingendo. Urlo piano, piacere che esplode. Mi incula la fica con colpi secchi, palle che sbattono sul mio clito. Sudore salato sulla pelle, clim fredda contro il calore del suo corpo. Mi afferra i capelli, ‘Ti piace il mio cazzo straniero?’. ‘Sì, forte, più profondo!’, ansimo. Mi sbatte come una troia, urgenza del volo ci consuma. Mi gira, gambe aperte sul lavandino, specchi che riflettono tutto. Lecco il suo collo, gusto salato. Lui mi mangia la fica, lingua dentro, succhia il clito gonfio. ‘Vieni qui, troia italiana’, dice mettendomi in ginocchio. Cazzo in bocca, grosso, sale fino in gola. Lo succhio vorace, saliva che cola, palle in mano. ‘Sto per venire’, avverte. Io accelero, ‘Sborrami in bocca’. Jet caldi, densi, gusto amaro-salato, ingoio tutto.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Non finito. Mi alza, contro il muro ancora, cazzo di nuovo dentro. ‘Ti riempio la fica’, ringhia. Colpi violenti, clito sfregato, orgasmo che mi squassa. Stringo la fica sul suo cazzo, lui esplode dentro, sborra calda che cola. ‘Cazzo, sei perfetta’, ansima. Ci rivestiamo veloci, sudati, sorrisi complici. ‘Il tuo volo?’, chiedo. ‘Partito. Il tuo?’. Bacio veloce, esco. Al gate, seduta, sento la fica piena della sua sborra, che cola piano. Odore di sesso nelle mutande umide. Rumore motori, decollo. L’anonimo totale, libertà lontana da casa. Sorriso, tocco la coscia. Ricordo il suo cazzo, il sapore. Chissà se lo rivedrò mai. Ma non importa, è stato nostro, solo nostro.

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