Donna in bikini in riva al mare

La Mia Notte Selvaggia con un Marocchino a Lione

Ero a Lione per un viaggio d’affari, due giorni soli in quell’hotel sul fiume Saône. Clima fresco della hall, divani in cuoio che scricchiolano sotto il peso, odore di caffè e sigari. Io, Sofia, italiana del sud, 35 anni, sempre aperta a nuove avventure. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Libera.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

Lo vedo prima nell’ascensore, quel Karim, alto, muscoloso, pelle olivastra, occhi da predatore. Marocchino, accentuato, tipo che arriva dal deserto. Ci incrociamo di nuovo nel lobby bar. ‘Ciao, ti ho vista prima’, mi dice ridendo. Parliamo, flirt leggero. Mi offre un drink. ‘Hai whisky?’, chiedo io, provocante. Lui arrossisce: ‘Sono musulmano, ma… curiosità dal cinema’. Ridiamo. La tensione sale, mani che sfiorano i ginocchi sui divani di cuoio.

L’Incontro Casuale nel Lobby e la Tensione che Sale

Lo invito in camera. ‘Vieni, è dei miei, genitori via’. Bugia innocua. Entriamo, vista sul fiume, peniche che scivolano lente. Metto musica bassa, Sinsemilia, lui non la conosce. Verso whisky puro, lui ne vuole di più. ‘Sarò ubriaco’, dice, ridendo con quel suono gutturale. Tre bicchieri, bottiglia quasi vuota. ‘È schifoso questo whisky’, confessa tra risate. Le nostre mani sui pantaloni, cazzi duri – il suo come legno. ‘Doccia?’, propongo. ‘Ok, e vestiti puliti, senza slip, ti starà bene’. I suoi occhi selvaggi su di me.

‘Voglio darti tutto: bocca, cazzo, culo dopo. Ma prima il tuo’. Mi bacia, sapore di sale sulla pelle sudata. Mi spinge sul letto, lingua violenta in bocca, morde fino al sangue. Bestia risvegliata dall’alcool. ‘Ti scopo ora!’, ringhia. Mi strappa i vestiti, io i suoi. Nudi, lui mi schiaccia, cazzo duro che preme. ‘Preservativo!’, urlo. Glielo metto io, eccitante da morire. Mi gira, mi sbatte il viso sul cuscino, entra secco nel mio culo, fino in fondo. Un colpo solo, violento. Pompa come un animale, parole arabe incomprensibili, mani ferree sui fianchi. Io godo, scariche elettriche ogni spinta. Bando da impazzire, vengo sul lenzuolo urlando.

Lui accelera, respira come un toro, poi esplode con un ruggito, corpo in convulsione, muscoli tesi. Crolla su di me. Dormiamo così, corpi appiccicati, sudore e whisky nell’aria.

Sesso Intenso in Camera: Urgenza e Libertà dall’Anonimato

Mi sveglio di notte, lui ancora addosso. Vado in cucina, bevo acqua fredda del rubinetto, fresco sul viso. Lo guardo dormire, corpo perfetto. Mi sento sporca, entro in doccia. Acqua calda che accarezza la pelle, getto sul clitoride, mi tocco piano. Improvvisamente, tira la tenda: ‘Boo!’, ride. Lo bagno, ridiamo. Doccia insieme. Lo insapono, schiena liscia, muscoli sodi, culo compatto. ‘Fregami forte!’, dice. Gant de crin, pelle rossa. ‘Al Marocco, nei bagni, così’. Accent traînant, ipnotico.

‘eri ubriaco ieri’. ‘Sì, ho vomitato. Ma com’è stato?’. ‘Da urlo, rifallo’. ‘Mi fai indurire’. Mi gira, mi insapona il culo, cazzo duro contro. ‘Mi leccavi?’, chiedo. Esita. ‘Prima tu’. Mi bacia morderoso, scende sui capezzoli, lingua lenta, brividi. Mani ovunque. Si inginocchia, lecca cosce, palle – no, figa e culo. ‘Prima volta con una non circoncisa? No, ma il tuo sapore…’. Mi succhia il clitoride, un dito nel culo, gira. ‘Aaaah, Karim! Primo pompino da uno come te! Sogni bagnati… più forte!’. Vengo fortissimo, squirto in bocca, urlo, lo colpisco per liberarmi. Gambe molli, paradiso.

Mattina, all’aeroporto. Treno perso, prendo volo per Roma. Ricordo il suo odore di sabbia e sesso, il rumore dei motori che copre i gemiti. Anonimato totale, lui resta lì. Libertà del viaggio, nessuno sa. Torno a casa con il culo dolorante, sorriso segreto. Che notte.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *