La Mia Notte di Fuoco nel Lounge dell’Aeroporto di Milano

Ero in transito all’aeroporto di Milano, ritorno da un viaggio d’affari a Roma. L’aria condizionata del lounge VIP mi gelava la pelle, ma il sole italiano di fuori mi aveva lasciato il sapore di sale sulle labbra. Indossavo una minigonna che sfiorava le cosce, un top stretto sui seni gonfi, e mutandine minuscole che si bagnavano già al pensiero dell’ignoto. Con me c’era Sofia, la mia amica di sempre, vestita allo stesso modo: trasparenze che facevano impazzire.

Ci sedemmo sui divani di cuoio morbido, il rumore sordo dei motori in lontananza. Ordiniamo drink forti, il ghiaccio che tintinna. Eccolo lì, al bar: un tipo alto, muscoli tesi sotto la camicia, una protuberanza evidente nei pantaloni, profumo di aftershave che mi arriva dritto al naso. Occhi da predatore, ma un po’ timido. ‘Guardalo’, sussurro a Sofia, ‘ha un cazzo che promette guai’. Lei ride piano, le cosce che si sfregano.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Ci alziamo, balliamo piano vicino a lui, fianchi che ondeggiano, seni che tremano. Lui ci fissa, la bocca semiaperta. Mi avvicino, gli sfioro il collo con la lingua, gusto il suo sudore salato. ‘Vieni con noi?’, gli dico all’orecchio, la voce roca. Sofia gli preme i seni sul petto, mano sul suo pacco. ‘Sì… cazzo, sì’, balbetta lui, già duro come pietra. Lo portiamo in una cabina privata del lounge, la porta che si chiude con un clic. L’urgenza del mio volo tra un’ora ci eccita da morire. Lontano da casa, nessuno ci giudica.

Lo spogliamo in fretta, la sua cazzo salta fuori, grossa, venosa, il glande viola gonfio. ‘Sdraiati e lasciati fare’, ordino. Sofia mi succhia i capezzoli mentre lui guarda, la sua asta che pulsa nella mia mano. La prendo in bocca, lingua che gira sul cappello, lo dilato con la punta. Geme forte. Sofia si siede sul suo viso, la fica bagnata che gli cola in bocca. ‘Lecca bene, stronzo’, gli dice lei, strofinandosi, il clitoride sul naso. Io lo pompo, succhio le palle, le strizzo. Viene di colpo, sborra calda mi riempie la gola, schizzi sui seni. Sofia ride, si struscia più forte e urla venendo, la sua figa che squirta sul suo mento.

L’Esplosione di Piacere Senza Freni

Lo accarezzo per rifarlo indurire, dito nel suo culo che preme la prostata. ‘Bravissimo, bestia’, gli dico. Sofia mi lecca la fica, lingua dentro, dita sul clito. Esplodo, mouille che le bagna il viso. La bacio, le passo il mio succo in bocca, poi a lui. ‘Bevi, cazzo’. Lui trema, ma la sua verga si erge di nuovo. Mi siedo sopra, lo infilo tutto, cazzo che mi riempie la fica stretta. Sofia mi bacia, mi massaggia i seni. Vado su e giù, lui spinge, palle che sbattono. ‘Più forte!’, grido. Lei infila dita nel mio culo, mi fa venire di nuovo, spasmi che stringono la sua asta.

Cambiamo: Sofia lo cavalca, fica che ingoia il cazzo. Io dietro, due dita nel suo culo dilatato, lubrificato dal nostro umore. Lui ansima, ‘Cazzo, sì!’. Odore di sborra e fica, sudore che cola. Lei sale e scende veloce, io premo la prostata. Viene dentro di lei, fiotti caldi che traboccano. Noi due ci strofiniamo, orgasmi multipli, corpi appiccicosi.

Ci rivestiamo di fretta, lui esausto sul divano, pantaloni macchiati. ‘Grazie per il passaggio’, ridiamo, lo lasciamo lì. Corro al gate, l’aereo che ronza, fica ancora gonfia, sapore di sborra in bocca. Anonimato totale, solo un ricordo bollente mentre decollo. Chissà se lo rivedrò mai. Ma quella libertà… un’altra volta, presto.

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