La Mia Scopata Folle nel Lounge della Stazione di Milano
Ero a Milano Centrale, diretta a Napoli per un viaggio d’affari. Alta velocità, ma prima un caffè nel lounge VIP. L’aria condizionata fresca, il profumo di cuoio dei divani, il rombo lontano dei treni. Indossavo un vestitino leggero, tacchi alti, sudata per il caldo estivo italiano. Mi siedo, apro il laptop, ma i miei occhi cadono su di lui. Un uomo sui 40, capelli corti neri, occhi penetranti, camicia sbottonata quel tanto che basta. Sembra un manager, ma con un’aria da avventuriero. Mi sorride, si avvicina. ‘Posso? Sembra che il mondo sia tuo qui.’ Voce profonda, accento straniero, forse francese. ‘Prego, siediti. Sto aspettando il Frecciarossa tra un’ora.’ Parliamo. Lui è in transito per Roma, affari simili ai miei. La tensione sale subito. Le sue mani sfiorano il mio bicchiere, le mie cosce si stringono. ‘Sei italiana? Hai quel fuoco negli occhi.’ Rido, arrossisco. ‘E tu sei pericoloso, lo sento.’ Il suo ginocchio tocca il mio sotto il tavolo. Caldo, elettrico. L’urgenza del treno imminente ci eccita. Lontana da casa, nessuno mi giudica. ‘Andiamo da qualche parte?’ sussurra. Cuore che batte forte.
Ci alziamo, usciamo dal lounge verso un hotel attiguo alla stazione. Lobby anonima, check-in rapido con una scusa. Camera al piano terra, aria gelida dalla clim, lenzuola fresche. Chiude la porta, mi bacia con fame. Lingue che si intrecciano, mani ovunque. ‘Cazzo, sei bagnata già,’ mormora slacciandomi il vestito. Le mie tette libere, capezzoli duri. Gli abbasso i pantaloni, il suo cazzo duro salta fuori, grosso, venoso. ‘Voglio succhiartelo.’ Mi inginocchio sul tappeto ruvido, lo prendo in bocca. Gusto salato della pelle, lui geme afferrandomi i capelli. ‘Brava troia italiana, succhia più forte.’ Lo faccio, gola profonda, saliva che cola. Mi alza, mi butta sul letto. ‘Apri le gambe, fammi vedere quella fica.’ La lecca vorace, lingua sul clitoride, dita dentro. ‘Sei fradicia, goccioli.’ Grido, ‘Leccami, sì, mangiami la figa!’ Vengo tremando, sapore di me sulla sua bocca. Mi gira, a pecorina. ‘Ti sfondo ora.’ Entra di colpo, cazzo che mi riempie, palle che sbattono. ‘Prendilo tutto, puttana!’ Lo cavalco, urlo, ‘Scopami più forte, rompi la mia fica!’ Sudore salato sulla pelle, odore di sesso, lenzuola umide. Mi tira i capelli, mi schiaffeggia il culo. ‘Ti piace? Dillo!’ ‘Sì, cazzo, mi piace il tuo cazzo grosso!’ Cambiamo, missionario, gambe sulle spalle. Mi pompa selvaggio, io gratto la sua schiena. ‘Vengo dentro?’ ‘No, in bocca!’ Esce, mi spara in faccia, sborra calda sul mento, gusto amaro che ingoio.
L’Incontro nel Lounge VIP
Esausti, docciati veloci. ‘È stato pazzesco,’ dice baciandomi. ‘Anonimi per sempre.’ Io sorrido, ‘Lontano da casa, tutto è permesso.’ Mi vesto, lui pure. Bacio d’addio frettoloso. Corro alla stazione, il Frecciarossa fischia. Mi siedo, finestra appannata dal mio respiro. Sento ancora il suo cazzo dentro, il sapore in bocca, il bruciore tra le cosce. Nessuno sa, anonimato totale. Sorriso complice allo specchio del bagno del treno. Che avventura, che libertà. Napoli mi aspetta, ma questo segreto bollente mi scalda il viaggio.