Donna in bikini in riva al mare

L’Escalo Infuocato nel Lounge dell’Aeroporto: La Mia Avventura Erotica

Pioveva forte fuori dal vetro dell’aeroporto di Fiumicino. Novembre schifoso, ma io stavo partendo per Palermo, vacanze al mare in Sicilia. Lontana da casa, da tutto. Libera. Nel lounge VIP, aria fresca della clim, sedili di pelle che scricchiolano sotto il culo. Sorseggiavo un prosecco, gambe accavallate, minigonna che saliva un po’. Sentivo gli occhi su di me.

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Lui era lì, alto, bruno sulla quarantina. Impermeabile verde scuro, whisky in mano. Sguardo perso, triste. Come se portasse il peso del mondo. I nostri occhi si incrociano. Mi fissa, intenso. Sento la pelle formicolare. Mi alzo, mi avvicino al bancone. ‘Sembri perso nei tuoi pensieri’, dico con un sorriso. Borbotta qualcosa, ‘Mi ricordi… una di tanto tempo fa’. Arrossisce, balbetta. ‘E tu sei stupenda, come lei’. Rido piano. ‘Qui nessuno ci conosce. Rilassati’.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Parliamo. Si chiama Marco, ex viaggiatore, mollato dalla compagna. Non scopava da mesi. Io, Elvira, 25 anni, mora con curve che fan girare la testa. Cuissardes alte, giubbetto di pelle stretto. ‘Balla con me?’, chiedo, anche se è un lounge. Niente pista, ma lo tiro su. Mani che sfiorano, calore dei corpi. Il suo profumo, misto a whisky. Fuori, il rombo dei motori. Il mio volo tra due ore. Urgenza. ‘Andiamo via da qui’, sussurro. Prendiamo una camera nell’hotel attaccato all’aeroporto. Ascensore, respiri pesanti.

La porta si chiude. Baciame vorace. Le sue labbra sanno di alcol e desiderio represso. Mani grosse mi strizzano il culo. ‘Cazzo, quanto sei bona’, geme. Gli slaccio la camicia, petto villoso, pelle calda. Lo spingo sul letto, king size con lenzuola fresche di bucato. Gli abbasso i pantaloni: cazzo duro, venoso, grosso. ‘Mmm, questo sì che è un bel pezzo’, dico leccandomi le labbra. Lo prendo in bocca, succhio piano, lingua che gira sulla cappella. Geme forte, ‘Porca puttana, sì…’. Gocce di pre-sborra salate.

La Scopata Intensa nella Camera dell’Hotel

Mi sdraio, apro le cosce. ‘Leccami’, ordino. La sua lingua sulla fica bagnata, clitoride gonfio. Succhia, infila dita, mi fa gemere. ‘Sei dolce, troia siciliana’, ringhia. Odore di sesso nell’aria, clim che ronza. Mi monto sopra, guida il cazzo dentro. Piano, sento aprirmi. ‘Cazzo, che figa stretta’. Cavalcata selvaggia, tette che ballano, sue mani che le strizzano. Tette caramel, capezzoli duri. Sudore salato sulla pelle, gusto di mare anticipato.

Mi ribalta, mi scopa da dietro. Colpi secchi, palle che sbattono sul culo. ‘Ti sfondo, puttana’. Grido, ‘Più forte, fammi venire!’. Sento l’orgasmo salire, fica che pulsa. Esplodo, urlo come una lupa, spasmi che mi scuotono. Lui accelera, ‘Sto venendo…’. Sborra calda dentro, fiotti che mi riempiono. Crollo, corpi appiccicosi, respiri affannati. Baci lenti, lingue che giocano. ‘È stato… incredibile’, ansima.

Dieci minuti dopo, mi rivesto. ‘Devo andare, il volo’. Lui sorride, stanco e felice. ‘Grazie, Angela… Elvira’. Esco, aria fresca del terminal. Seduta in aereo, decollo con rombo assordante. Ricordo il suo cazzo in me, la sborra che cola ancora un po’. Anonimato totale. Lontano da casa, tutto permesso. Sorriso sul viso, Sicilia mi aspetta. Che avventura.

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