La Mia Scopata Selvaggia con lo Straniero in Locanda al Mare
Ero in viaggio d’affari per una fiera sul mare, in quella cittadina italiana dimenticata da Dio, con il sole che picchiava forte e l’odore di sale che ti si appiccicava alla pelle. Arrivo in treno, sudata, la camicetta incollata al seno. Check-in alla locanda, un posto vecchio con lobby in cuoio scuro, ventilatori che giravano lenti. Mi siedo al bar, un prosecco fresco per calmare il caldo.
Lì lo vedo: Kham, mercante itinerante sulla cinquantina, barba sale e pepe, occhi maliziosi. Accanto a lui, il suo assistente Khar, ventenne atletico, sorriso da predatore. ‘Bella italiana, sei qui per la fiera?’, mi fa Kham con accento straniero, voce profonda. Sorrido, ‘Sì, e tu?’. Si siedono vicini, il cuoio dei divani scricchiola sotto i loro corpi. Parliamo, il prosecco scorre. Sento la tensione, i loro sguardi sul mio décolleté, la mia coscia che sfiora quella di Khar. ‘Lontano da casa, si può fare tutto’, sussurra Kham, mano sulla mia gamba. Il cuore batte forte, l’urgenza del mio treno domani mattina mi eccita da morire. Nessuno ci conosce qui.
L’Incontro Casuale nel Lounge dell’Auberge
‘Vieni a vedere le mie merci in camera?’, propone Kham. Esito un secondo, poi sì. Saliamo, la scala scricchiola, aria di salsedine. Camera con clim ronzante, lenzuola fresche, finestra sul mare che rumoreggia. Khar chiude la porta. Kham tira fuori dalla valigia: godemichés di cuoio, oli profumati, harnais. ‘Dimostrazione?’, ride. Io, bagnata già, ‘Fate vedere’. Mi spogliano piano, mani ruvide sulla pelle salata. Bacio Kham, barba che punge, mentre Khar mi lecca i capezzoli duri.
Kham mi butta sul letto, ‘Apri le cosce, troia italiana’. Lecco il suo cazzo grosso, venoso, gusto salmastro. Khar mi infila due dita nella fica fradicia, ‘Sei una fontana’. Prende il godemiché vibrante, lo unge, me lo sbatte dentro. ‘Ahhh!’, gemo, vibra forte, mi riempie. Kham mi scopa la bocca, ‘Succhia, puttana’. Poi cambiano: Khar mi monta, cazzo giovane duro come ferro, pompa veloce. ‘Scopami più forte!’, urlo. Kham dietro, lubrifica il mio culo, infila il godemiché ondulante. Doppio piacere, mi squasso, ‘Cazzo, sììì!’. Sborro schizzi, lenzuola bagnate.
L’Orgia di Piacere nella Camera Climatizzata
Khar mi gira a pecorina, mi incula piano, ‘Stretto e caldo’. Kham sotto, lecca la mia fica mentre Khar mi spacca il culo. Olio che cola, puzza di sesso e sudore. ‘Sborra dentro!’, ordino. Khar esplode, caldo nel mio retto. Kham prende il posto, cazzo maturo mi sfonda la fica, ‘Prendilo tutto’. Gemo, unghie nella schiena, orgasmo che mi spacca. Lui viene, fiotti densi che mi inondano. Ci leccano a vicenda, sborra in bocca, saliva, sudore salato.
Esausti, corpi appiccicosi sotto la clim. ‘Parti domani?’, chiede Kham. ‘Sì, treno all’alba’. Baci d’addio, anonimi perfetti. Sul treno, finestrino sul mare, ricordo: il cuoio del lounge, vibrazioni nel culo, sborra che colava. Lontano da casa, libera, nessuno sa. Ancora gocciolo pensando a loro.