La Mia Escale Infuocata nel Lounge di Fiumicino

Ero in viaggio d’affari da Milano a New York, scalo a Roma Fiumicino. Luglio, caldo italiano che ti spacca la pelle. Sudata, entro nel lounge VIP. Aria gelida della clim mi gela il sudore sulla schiena. Sedili in cuoio nero, morbidi, che scricchiolano sotto il mio culo. Prendo un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.

Lo vedo lì, solo. Straniero, francese credo, atletico, camicia sbottonata sul petto abbronzato. Occhi che mi squadrano. Sorrido, lui ricambia. Mi siedo vicino, ‘Scalo noioso, eh?’. Ride, voce profonda, ‘Peggio del mio ultimo volo’. Parliamo, nomi finti, origini vaghe. Lui in transito per Parigi. Mani che sfiorano il bicchiere, ginocchia che si toccano. Sento la fica bagnarsi piano, l’odore del mio desiderio misto al cuoio.

L’Incontro nel Lounge VIP

‘Ti va una passeggiata?’, chiedo. No, andiamo in una saletta privata del lounge, riservata ai VIP. Porta che si chiude, rumore ovattato dei motori in lontananza. Lo bacio, urgente. Lingue che si intrecciano, salato del sudore sul suo collo. Mani sue sotto la gonna, mutande spostate. ‘Cazzo, sei fradicia’, mormora. Sì, lo sono. Lontana da casa, nessuno mi giudica. Libertà pura.

Lo spingo sul divano in cuoio, mi inginocchio. Slaccio i pantaloni, cazzo duro salta fuori, venoso, cappella gonfia. Lo lecco dalla base, gusto muschiato, pre-eiaculato salato. Succhio forte, gola piena, lui geme ‘Putain, sì…’. Mi alzo, lo cavalco. Fica che lo ingoia, pareti strette attorno al suo asta. ‘Scopami forte’, ansimo. Lui afferra i miei fianchi, sbatte su, palle che schiaffeggiano il mio culo. Clit che sfrega sul suo pube, bagnato di succhi.

Sesso Selvaggio e l’Urgenza del Volo

Mi gira, a pecorina sul cuoio freddo. Entra di nuovo, profondo, mi spacca. ‘Più forte, cazzo!’, urlo. Dita sul mio culo, preme l’anello, entra un polpastrello. Io vengo prima, spasmi violenti, squirto sul divano. Lui continua, ‘Ti riempio’, grugnisce. Sento il suo cazzo pulsare, sborra calda che mi inonda la fica, gocciola sulle cosce. Odore di sesso, sudore, prosecco versato.

Sudati, ansimanti. Guardo l’orologio, il mio volo tra 20 minuti. ‘Devo andare’, dico. Bacio veloce, ‘Anonimi per sempre’. Esce prima, io mi sistemo, fica dolorante, piena di lui. Cammino verso il gate, gambe molli, calore del sole italiano che filtra dai vetri. Ricordo il suo cazzo in bocca, la sborra dentro, l’urgenza del viaggio. Nessuno sa, nessuno giudica. Solo io, con questo segreto che mi scalda ancora.

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