La Mia Avventura Erotica nel Treno per il Mare: Sesso con uno Sconosciuto
Ero in quel treno da Roma a Bari, diretta in vacanza al mare. Caldo afoso d’estate italiana, aria che sa di salsedine già prima della spiaggia. Ho scelto un compartimento in fondo, vuoto, con i sedili di pelle che scricchiolano sotto il mio culo. Finestra aperta, vento che mi scompiglia i capelli neri, sudore che cola tra le tette sotto il vestitino leggero.
Entro lui. Alto, muscoloso, short che gli segnano il pacco gonfio. Mi guarda, io lo guardo. Sorrido, gambe accavallate, la gonna sale un po’, lascio vedere la coscia liscia. Si siede di fronte, occhi che scivolano sulle mie curve. Il treno parte, rumorio dei binari, vibrazioni che mi fanno fremere la fica.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
Chiacchieriamo poco. ‘Da dove vieni?’, chiedo io, voce bassa, sensuale. ‘Milano, per lavoro’, dice lui, ma i suoi occhi dicono altro: vuole scoparmi. Chiudo la porta del compartimento, ‘meglio soli’. Passa il tempo, tunnel bui, il suo profumo maschio mi invade. Mi alzo, mi stiracchio, le tette ballano. Lui si morde il labbro. Tensione elettrica, lontano da casa nessuno ci giudica.
‘Vieni qui’, gli dico, sedendomi accanto. Mano sulla sua coscia, sento il cazzo indurirsi. ‘Ti voglio’, sussurro. Lui non resiste, mi bacia il collo, mani che mi palpano il culo sodo. ‘Sei una troia italiana perfetta’, geme. Io rido, ‘Scopami come si deve’.
Lo spingo sul sedile, gli abbasso lo short. Cazzo enorme, venoso, cappella rossa. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Gusto salato del presperma, lui ansima ‘Cazzo, che pompino!’. Lecca le palle pelose, lingua che gira intorno. Il treno sobbalza, io ingoio tutto, gola profonda, mi soffoco ma continuo. Lui mi afferra i capelli, ‘Brava puttana’.
Il Sesso Esplicito nel Compartimento Chiuso
Mi sdraio sul sedile, gonna alzata, mutandine bagnate. ‘Leccami la fica’, ordino. Lui obbedisce, lingua dentro, clitoride gonfio succhiato. Io gemo forte, ‘Sì, mangiami tutta!’. Succhi umidi, dita che entrano, mi squirto in bocca sua, sapore dolce-amaro. Caldo della carrozza, sudore che ci bagna, puzza di sesso.
Non resisto più. Lo cavalco, cazzo che mi riempie la fica stretta. ‘Scopami duro!’, urlo. Lui spinge, palle che sbattono sul mio culo. Tette che rimbalzano, capezzoli duri pizzicati. Cambio posizione, a pecorina contro la finestra, lui mi incula? No, fica ancora, ma forte. ‘Ti sborro dentro?’, chiede. ‘Sì, riempimi!’, grido. Orgasmos simultanei, sperma caldo che cola dalle labbra gonfie.
Ci rivestiamo sudati, respiri affannati. Il treno rallenta, Bari vicina. ‘Non dirlo a nessuno’, dico ridendo. Ci salutiamo con un bacio, anonimi totali. Io scendo, valigia in mano, fica che pulsa ancora. Prendo l’aereo per tornare a Roma, seduta col sedere indolenzito, ricordo ogni spinta, quel cazzo陌生, la libertà del viaggio. Nessuno sa, solo io e quel brivido eterno.