La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Aeroporto
Ero appena atterrata a Fiumicino dopo un viaggio d’affari a Napoli. Caldo italiano d’agosto, sole che brucia la pelle, sudore salato sul collo. Entro nel lounge VIP, aria gelida della clim che mi fa venire i brividi. Mi siedo sul divano di pelle nera, morbida e appiccicosa contro le cosce. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua. Guardo intorno: businessmen stanchi, valigie luccicanti.
Poi lo vedo. Alto, capelli scuri un po’ scompigliati, camicia bianca sbottonata sul petto abbronzato. Sembra straniero, forse francese, occhi che brillano sotto le luci al neon. Si siede vicino, odore di colonia misto a sudore maschile. ‘Buonasera, sei sola?’, mi dice con accento sexy. Sorrido, gambe accavallate, gonna che sale un po’. ‘Sì, volo per Milano tra un’ora. Tu?’. ‘Per Parigi. Tempo da uccidere’. Ridiamo, bicchieri che tintinnano. Le sue mani sfiorano il mio ginocchio, tocco elettrico. Sento la fica che si bagna già, lontana da casa, nessuno mi conosce qui.
L’Incontro Casuale tra Caldo e Aria Condizionata
Parliamo basso, voci che tremano. ‘Hai pelle così morbida, italiana vera’, sussurra, dita che salgono sulla coscia. Io arrossisco, ma allargo le gambe. ‘E tu sembri uno che sa divertirsi’. La tensione sale, respiri pesanti. Il lounge è semivuoto, rumore lontano dei motori, annunci che echeggiano. Mi alzo, ‘Vieni, c’è un angolo privato lì dietro’. Lo trascino verso la piccola dispensa per il personale, porta socchiusa. Cuori che battono forte, urgenza del volo che ci brucia.
Chiudo la porta, buio quasi totale, solo luce fioca. Lo spingo contro il muro, gli bacio il collo, gusto salato della pelle sudata. ‘Cazzo, sei bollente’, geme lui. Gli slaccio la cintura, pantaloni giù, cazzo duro che salta fuori, grosso e venoso, cappella lucida di pre-sborra. Mi inginocchio sul pavimento freddo, lo prendo in bocca. Succhio forte, lingua che gira intorno, sapore muschiato e salato. ‘Oh merda, sì, succhialo tutto’, ansima, mani nei miei capelli. Lo ingoio profondo, gola che si contrae, saliva che cola. Geme piano, ‘Sei una troia perfetta’.
Il Sesso Selvaggio e il Ricordo in Volo
Non resisto, mi alzo, trusso la gonna. Niente mutande, fica rasata e fradicia, labbra gonfie. ‘Scopami ora, veloce’. Mi gira, mani sul muro, mi spinge le chiappe. Sento la cappella premere, poi entra di botto, cazzo che mi riempie la fica stretta. ‘Porca puttana, sei strettissima’, grugnisce. Pompa duro, colpi secchi, palle che sbattono sul mio clito. Io gemo basso, ‘Più forte, fammi venire’. Sudore che cola, corpi appiccicati, odore di sesso che invade la stanzetta. La sua mano davanti, dita sul clito, mi fa esplodere. Vengo urlando piano, fica che pulsa intorno al suo cazzo. Lui accelera, ‘Sto venendo…’, e mi riempie di sborra calda, schizzi dentro che colano giù.
Ci rivestiamo veloci, respiri affannati. ‘È stato pazzesco’, dice baciandomi. ‘Anonimo e perfetto’. Corro al gate, gambe molli, sborra che mi bagna le cosce. In aereo, sedile vibra coi motori, chiudo gli occhi. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore, i colpi violenti. Lontana da casa, libera, nessuno sa. Sorriso sulle labbra, mano tra le gambe discreta. Che viaggio indimenticabile.