La Mia Avventura Torrida nel Lounge dell’Hotel sul Mare
Ero in vacanza da sola in un hotel sul mare in Sicilia, dopo che mio marito mi aveva mollata. L’aria salmastra, il sole che scottava la pelle, la libertà di essere lontana da tutto. Lontano da casa, nessuno ti giudica. Mi sentivo viva, eccitata dall’ignoto. Ultima sera prima del mio volo di ritorno.
Nel lounge VIP dell’hotel, sedie di cuoio fresco contro la mia pelle sudata, la clim che rinfrescava l’aria pesante. Sorseggiavo un prosecco, il bicchiere ghiacciato in mano. Lui entra, un ragazzo giovane, diciamo vent’anni, timido, con un trolley. Turista straniero, occhi nervosi, maglietta aderente che mostrava muscoli da spiaggia. Si siede vicino, solo. ‘Buonasera’, dico con un sorriso malizioso. ‘Sei solo? Io sì, per ora.’ Lui arrossisce, balbetta in un italiano stentato: ‘Sì, viaggio d’affari… no, vacanza. Parto domani all’alba.’
L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale
Parliamo. Si chiama Luca, no, diciamo Marco, italiano in fondo, ma timido da morire. Racconta della sua ex che l’ha lasciato, della sua inesperienza. Io lo stuzzico, la mia mano sfiora la sua coscia sul cuoio liscio. ‘Qui nessuno ci conosce. Lontano da casa, tutto è permesso.’ La tensione sale, i suoi occhi sul mio décolleté, il mio vestito leggero che sale sulle cosce. Sento il suo respiro accelerare, il cuore che batte. ‘Vieni nella mia camera? Solo un drink… o di più.’ Lui esita, ‘Davvero? Io… non ho mai…’ Lo prendo per mano, lo trascino via. Urgenza del suo volo, il mio ritorno. Niente nomi veri, solo corpi.
In camera, la clim ronza, lenzuola fresche, odore di mare e sesso imminente. Chiudo la porta, lo spingo contro il muro. ‘Spogliati.’ Lui trema, ma obbedisce. Il suo cazzo già duro, medio ma turgido, vene pulsanti. Lo prendo in mano, lo masturbo piano. ‘Hai mai scopato una sconosciuta?’ ‘No… sei la prima.’ Lo faccio inginochiare. ‘Leccami.’ Tiro su il vestito, culotte da parte, la mia figa bagnata, sapore salato. La sua lingua maldestre ma affamata sul clitoride, dita che entrano goffe. Gemo, ‘Più forte, cazzo.’ Lo guido, stringo i suoi capelli, vengo tremando, succo che gli bagna la faccia.
Sesso Intenso e Senza Freni nella Camera
Lo butto sul letto. ‘Ora ti scopo io.’ Preservativo, lo infilo sul suo uccello duro. Mi siedo sopra, lo ingoio piano, sentendolo riempirmi. ‘Ah sì, così… sei stretto.’ Cavolgo forte, tette che rimbalzano, lui che miagola ‘Cazzo, che figa bagnata.’ Cambio, a pecorina, il suo bacino che sbatte, palle che schiaffeggiano il mio culo. ‘Fottimi più forte!’ Lui accelera, sudore che cola, odore di sesso e clim. Gli stringo il cazzo dentro, vengo urlando, figa che pulsa. Lui esplode, ‘Sto venendo!’ Riempie il preservativo, trema.
Lo lecco ancora, lo faccio indurire. ‘Un’altra.’ Missionario, gambe sulle sue spalle, mi penetra profondo. ‘Ti piace la mia fica italiana?’ ‘Sì, troia… scopami.’ Parole crude, libere. Vengo di nuovo, unghie nella sua schiena. Lui mi inonda.
Dopo, sudati, abbracciati. ‘Grazie, è stato… incredibile.’ Lo mando via piano, prima del suo volo. Io prendo il mio, in aereo, sedile vibra coi motori. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore salato, l’urgenza. Anonimato totale, solo un ricordo bollente. Lontano da casa, ho vissuto. Torno cambiata, pronta per altre avventure.