La Mia Escale Infuocata in Lounge: Un Pompino Straniero Indimenticabile

Ero in viaggio d’affari a Istanbul, caldo afoso di fine estate, sudata come un animale. Escala a Roma Fiumicino, lounge VIP per aspettare il volo per Milano. L’aria condizionata mi gela la pelle, brividi sotto il vestito leggero. Seduta sul divano in pelle nera, scricchiola sotto di me, odore di cuoio misto a caffè forte. Lui entra, alto, occhi scuri, camicia sbottonata che lascia intravedere il petto abbronzato. Straniero, forse francese, accento sexy quando ordina un drink al bar.

Lo guardo. Lui mi nota, sorride malizioso. Mi avvicino al bancone, ‘Un prosecco, per favore’. Le nostre mani si sfiorano prendendo il bicchiere. ‘Da dove vieni?’, mi chiede. ‘Italia, tu?’. ‘Parigi, coincidenza maledetta’. Ridiamo, corpi vicini, calore che sale nonostante la clim. Parliamo di viaggi, di libertà lontani da casa. Nessun giudizio qui, solo estranei in transito. La sua mano sfiora la mia coscia, io non mi sposto. ‘Hai fretta?’, sussurro. ‘Il volo tra un’ora’, risponde, occhi famelici. Sento la fica bagnarsi, urgenza del tempo che eccita.

L’Incontro Casuale nel Lounge VIP

Ci alziamo, cerchiamo privacy. Il lounge ha una saletta riservata, porta socchiusa. Entriamo, luci basse, rumore ovattato dei motori lontani. Chiudo la porta. ‘Voglio assaggiarti’, dico diretta, mani sul suo petto. Lo spingo sul divano, mi inginocchio tra le sue gambe aperte. Sento il cuoio sotto le ginocchia, fresco contro la mia pelle calda. Slaccio la cintura, tiro giù la zip. Il cazzo salta fuori, duro, venoso, cappella gonfia. Odore muschiato, maschio puro. ‘Cazzo, sei enorme’, gemo. Lecco la punta, sapore salato di sudore, pre-eiaculato appiccicoso sulla lingua.

Lo prendo in bocca, lento all’inizio. Succhio la cappella, lingua che gira intorno al frenulo. Lui geme, ‘Porca puttana, sì…’. Affondo, gola piena, lo ingoio fino alle palle. Lecca le sue palle pelose, ruvide, sudate. Mani nei miei capelli, tira piano. Muovo la testa avanti-indietro, veloce, sputo che cola sul mento. ‘Ti piace la mia bocca italiana?’, chiedo tra un affondo e l’altro, voce roca. ‘Sì, troia, succhia più forte’. Obbedisco, pompo con foga, vacuum stretto. Sento pulsare, vene gonfie contro la lingua. Il sole italiano filtra dalle vetrate, illumina il suo sudore che gocciola.

L’Orgasm o Esplosivo e il Ritorno al Volo

Aumento il ritmo, una mano sul cazzo, l’altra sulle palle che strizzo. ‘Vengo…’. Trema, spinge in gola. Sborra calda, densa, fiotti amari che ingoio avida. Tossisco un po’, ne cola dall’angolo della bocca. Lo pulisco con la lingua, lecco ogni goccia. ‘Grazie, bella’, ansima lui, ridendo. Mi alzo, bacio veloce, sapore di sborra sulle labbra.

Esco dalla saletta, viso arrossato, trucco sbavato. Lui resta lì, io corro al gate. Sul volo per Milano, seduta al finestrino, vibrazioni dei motori mi ricordano il suo cazzo in bocca. Odore di lui ancora in gola, fica fradicia nei pantaloni. Anonimato totale, non lo rivedrò mai. Lontana da casa, tutto permesso. Che libertà, che eccitazione. Non vedo l’ora del prossimo viaggio.

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