La Mia Fica Pelosa Conquista un Fotografo nel Lounge dell’Aeroporto
Ero in Puglia per una settimana di mare, sole che brucia la pelle, sale che pizzica sulle labbra. Ultimo giorno, volo da Bari a Roma ritardato di ore. Mi rifugio nel lounge VIP dell’aeroporto, aria condizionata gelida che mi fa venire i brividi sotto il vestitino leggero. Sedili di cuoio morbido, odore di caffè forte e motori lontani che rimbombano.
Mi siedo con un prosecco in mano, gambe accavallate, sentendo i peli pubici che mi solleticano sotto le mutandine. Sempre stata complexata, sai? Fica tozza di peli neri, che spuntano sulle cosce, risalgono tra le chiappe fino a nascondere l’ano. Aisselle folte, capezzoli circondati da una peluria fine. Mai rasata del tutto, paura che ricrescessero più duri. Ma lontano da casa, in vacanza, mi sento libera, nessuno mi giudica.
L’Incontro Inatteso nel Lounge VIP
Lui arriva, francese, sui 42, Jean-Paul, fotografo. Elegante, occhi che brillano. ‘Buonasera, signorina, posso sedermi?’ Voce profonda, accento sexy. Parliamo, viaggio d’affari per lui, transito verso Parigi. Tira fuori il telefono, mi mostra foto di donne nude, fiche pelose, esposizione erotica. ‘Adoro questo, la bellezza naturale, selvaggia.’ Arrossisco, ma il prosecco mi scioglie. ‘Io… sono così, pelosa da morire.’ Lui sorride, ‘Mostrami, qui nessuno ci vede.’
Tensione che sale, cuore che batte. ‘Vieni in quella saletta privata,’ dice, gesticola verso un angolo del lounge con tende. Entriamo, porta si chiude, rumore ovattato degli annunci voli. Mi alzo il vestito, abbasso mutande. ‘Cazzo, è perfetta,’ mormora, occhi fissi sulla mia foresta nera, umida già. Apre la zip, tira fuori la sua verga dura, grossa. ‘Spogliati tutta.’ Esito, ma l’urgenza del volo imminente mi eccita. Nuda, piedi sul cuoio freddo, lui scatta foto col telefono. ‘Apri le cosce, fammi vedere tutto.’ Mi giro, a quattro zampe sul divanetto, culo in aria, peli che coprono il buco del culo.
‘Sei una dea,’ ansima, mano che accarezza i miei peli pubici, dita che sfiorano la fessura bagnata. Sento il suo fiato caldo, odore di uomo eccitato. Mi giro, lo prendo in bocca, cazzo salato, vene pulsanti. Lui infila la faccia tra le mie cosce, naso nei peli, lingua che lecca la fica, peli bagnati di saliva. ‘Che puzza divina, sapore di mare e fica selvaggia.’ Geme, succhia il clitoride nascosto, poi sale al culo, lingua che spinge dentro l’ano peloso. Io gemo, ‘Leccami lì, sì…’
Sesso Selvaggio e Orgasmi Esplosivi
Ci mettiamo a 69 sul cuoio appiccicoso di sudore. Io lo scopo in bocca, gola piena, lui divora la mia toison, dita che aprono le chiappe. ‘Voglio venire così, tra le tue labbra.’ Io annuisco, succhio più forte. Lui trema, sborra caldo in bocca, gusto amaro che ingoio. Io vengo urlando piano, fica che schizza sul suo viso barbuto.
Non basta. Mi sdraia, mi incula piano, cazzo che scivola tra peli e saliva. ‘Il tuo culo è stretto, peloso, perfetto.’ Spinge forte, pacche sul cuoio, clim che ci gela la pelle sudata. Gemo, ‘Fottimi più forte, straniero.’ Viene dentro, riempie il mio ano di sborra calda. Io orgasmo di nuovo, corpo scosso.
Ci rivestiamo veloci, sudore salato sulla pelle, odore di sesso che impregna l’aria. ‘Grazie, bellissima italiana,’ sussurra, bacio veloce. Esco, riprendo il volo, sedile aereo che vibra coi motori. Guardo fuori, notte italiana, anonimo totale. Nessun nome, nessun rimpianto. Solo il ricordo della mia fica pelosa che ha fatto impazzire uno sconosciuto, libertà pura prima del ritorno a casa.