L’Incontro Infuocato nel Lounge dell’Hotel sul Mare Siciliano
Ero partita per una settimana di vacanze al mare in Sicilia, sola, lontana da tutto. La libertà di essere anonima mi eccitava da morire. L’hotel era un lusso, lobby con divani in cuoio morbido, aria condizionata che mi accarezzava la pelle sudata dalla spiaggia. Sole cocente fuori, 35 gradi, odore di salsedine. Entro, mi siedo, gambe accavallate, vestitino leggero che lascia poco all’immaginazione.
Lo vedo lì, uno straniero alto, moro, occhi penetranti. Tipo 35 anni, camicia sbottonata sul petto abbronzato. Si avvicina, sorriso malizioso. ‘Bella italiana, eh? Sembri uscita da un sogno.’ Rido, lo squadro. ‘E tu sembri uno che sa come farne venire uno.’ Parliamo, birra ghiacciata in mano, contatto pelle-cuoio caldo. Mi racconta di un viaggio d’affari, urgenza di partire domani. Io stessa, volo per Milano all’alba. Tensione sale, ginocchia che si sfiorano, suo profumo maschio misto a salsedine. ‘Qui nessuno ci conosce,’ sussurro, mano sulla sua coscia. Annuisce, occhi famelici.
La Seduzione nel Lounge VIP
Ci alziamo, barcollo un po’ per l’eccitazione. Camera mia, quinto piano, vista mare, rumorio onde sotto. Climatizzatore ronza, aria fresca contro corpi bollenti. Lo spingo sul letto, lo bacio vorace, lingue che duellano, sapore sale dalla spiaggia. ‘Cazzo, sei bagnata già,’ ringhia, mano sotto gonna, dita nella fica fradicia. Geme, ‘Sì, scopami ora, prima che parta.’ Mi strappa mutande, le getta. Lo libero, cazzo duro grosso, vene pulsanti. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola, lui ansima ‘Brava troia italiana.’
Mi gira, a pecorina, entra di colpo. ‘Aaaah!’ urlo, figa piena, stretch doloroso e delizioso. Pompa forte, palle che sbattono culo, ‘Ti sfondo la fica!’ Sudore cola, gusto sale sulla sua pelle quando lo lecco. Cambio, cavalco, tette che rimbalzano, clito strofinato sul suo pube. ‘Vengo, cazzo!’ grida, sborra calda dentro, riempie, cola fuori. Io squirto, tremo, orgasmo violento, pareti contratte.
Sesso Intenso e il Ricordo Torride
Non basta. Lo rimonto, missionario, gambe spalancate, unghie nella schiena. ‘Ancora, fammi il culo.’ Lubrifica con fica, entra piano, poi martella. ‘Stretta da morire,’ ansima. Io gemo, ‘Sì, sborrami lì!’ Esplode di nuovo, calore anale. Crolliamo, corpi appiccicosi, clim che asciuga sudore.
All’alba, bacio d’addio nel lobby, cuoio ancora caldo dei ricordi. Prendo taxi per aeroporto, aereo decolla, motori ruggiscono. seduta finestrino, sole siciliano cala, rivivo tutto: cazzo in gola, sborra in fica e culo, urgenza del ‘prima che partiamo’. Anonimi per sempre, libertà pura. Ancora bagnata pensando a lui.