La Mia Avventura Torrida in Piscina Durante le Vacanze al Mare

Ero in vacanza al mare in Puglia, quel sole italiano che ti brucia la pelle, il sale che resta appiccicoso ovunque. Lontana da casa, da Roma, mi sentivo libera, nessuno a giudicarmi. L’hotel aveva una piscina stupenda, acqua tiepida, cloro che pizzicava il naso. Indossavo un bikini bianco minuscolo, sai, quello che si bagna e diventa trasparente? Lo adoro.

Mi immergo, nuoto piano, godendomi la corrente. Lo vedo: un tipo atletico, straniero, forse francese, occhi verdi penetranti. Nuota nella corsia accanto. Ci scambiamo sguardi, sorrisi. Accelero, lui pure. ‘Ehi, sei veloce!’, mi dice ridendo al bordo, voce profonda, accento sexy. ‘Tu di più’, rispondo io, sfiorandogli la spalla. L’aria è calda, umida, il rumore delle onde artificiali ci avvolge.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

Torniamo in acqua, vicini. Le nostre gambe si toccano per caso, o no? Sott’acqua, la sua mano scivola sulla mia coscia. Io non mi tiro indietro. ‘Fa caldo qui, vero?’, sussurra. ‘Molto’, dico, e la mia mano sale sulla sua, spingendola più in alto. Sento il suo cazzo indurirsi sotto il costume. Il mio bikini si bagna, i capezzoli rosa si vedono netti. Lui ansima, dita che sfiorano la mia fica attraverso il tessuto.

‘Vieni con me’, mi dice all’orecchio, voce roca. Ci spostiamo nel piccolo bacino, spalla contro spalla. Le mani esplorano. Io infilo la sua nei miei slip, lui la mia nel suo costume. ‘Cazzo, sei bagnata fradicia’, mormora. Io stringo il suo uccello duro, grosso. Ci masturbiamo piano, cuori che battono forte, cercando di non farci beccare dai bagnini. Il cloro, il sale, il sudore: tutto si mescola.

Non resisto più. ‘Cabina 16’, gli soffio. Esco per prima, il culo che ondeggia, acqua che gocciola. Lui mi segue dopo un minuto, asciugamano intorno alla vita per nascondere l’erezione.

La porta si chiude, ci strappiamo i costumi. Nuda, lo spingo contro il muro freddo. I suoi pettorali sodi, il profumo di crema solare e uomo. ‘Ti voglio’, dico, e lo bacio famelica, lingue che duellano. Mi inginocchio, leccò la cappella gonfia, salata. Lo prendo in bocca, succhio forte, la mano sulle palle. ‘Porca puttana, sì!’, geme lui, afferrandomi i capelli.

Il Sesso Esplosivo nella Cabina Nascosta

Mi alzo, lui mi gira, mi piega sul banchetto. La sua lingua sulla mia fica, lecca il clito, infila due dita. ‘Sei deliziosa, dolce e salata’, ansima. Io gemo, ‘Leccami di più, cazzo!’. Poi mi penetra, il suo cazzo mi riempie, scivola nella mia figa fradicia. Colpi potenti, schiaffi di carne bagnata. ‘Più forte!’, urlo piano. Una mano sul mio seno pesante, pizzica il capezzolo, l’altra sul clito.

Sento che viene, ma lo tiro fuori. ‘In bocca’, dico. Mi inginocchio di nuovo, lui sborra torrenti caldi, densi, nella mia gola. Ingollo tutto, gusto amaro e salato. Non è finita: il suo cazzo resta duro. Mi sdraio sul pavimento fresco, lui mi scopa di nuovo, missionario. Gambe aperte, unghie nella sua schiena. ‘Vengo, cazzo!’, grido, e lui mi inonda dentro, sperma che cola.

Sudati, ansimanti, ci rivestiamo. ‘Io sono Sofia’, dico ridendo. Lui sorride, ‘Pierre’. Un bacio salato, e via. Nessun numero, solo il ricordo.

Ora sono sul treno per Roma, finestrini che scorrono veloci, il rumore dei motori in lontananza. Pelle ancora sensibile, fica un po’ dolorante. Penso a quel cazzo, al suo sapore, all’urgenza del viaggio. Lontano da casa, tutto è permesso. Chissà se lo rivedrò mai. Ma non importa: è stato perfetto, anonimo, mio.

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