La Mia Avventura Torrida nell’Hotel sul Mare Calabrese
Ero lì, in Calabria, fine estate. Trentaquattro anni, sposata, due figli. Vacanze al mare, sole che brucia la pelle, sale che pizzica sulle labbra. L’albergo a Tropea, lusso semplice, terrazza con vista oceano. Marito e bimbi partiti quel pomeriggio per Bordeaux, emergenza lavoro. Io resto due giorni, libera. Ouf, silenzio finalmente.
Sera, lounge bar. Sedili in cuoio fresco contro la mia pelle ancora calda di spiaggia. Aria condizionata che mi fa venire i brividi, cocktail al limone aspro in mano. Lui, Giovanni, sui cinquanta, italiano del nord, viaggio d’affari finito. Solo, occhi profondi, camicia sbottonata che lascia intravedere petto villoso. Papotto. Vino rosso, risate. Mi racconta vita, vedovo, anni senza donna. Io, vino in corpo, gli dico di me, lontana da casa, nessuno giudica qui. Mani che sfiorano, sguardi che si incastrano. ‘Sei bellissima’, mormora. Cuore batte forte. Ultimo sorso, lo abbraccio forte sulla terrazza. ‘Domani barca all’alba, 6?’, propongo. ‘Vieni a svegliarmi se dormo’. Camera 205. Buonanotte, corpi premuti un secondo di troppo.
L’Incontro Fortuito e la Tensione che Sale
Mattina. Odore di mare entra dalla finestra. Busso alla sua porta, entro piano. Lui nudo nel letto grande, lenzuola aggrovigliate. Dorme supino, cazzo semi-eretto del mattino che spunta. Mi siedo sul bordo, lo scuoto dolce. ‘Giovanni… sveglia…’. Lui si gira, ancora assonnato, mi cerca. Testa sul mio seno, attraverso il cotone leggero del mio top. Braccia mi stringono, come un bambino. Profumo suo, maschio, sudore leggero. Io… esito. Chiudo occhi. Calore suo contro mia figa che già bagna.
‘Giovanni…’, sussurro. Lui apre occhi, ma non si stacca. ‘Scusa… non volevo…’. Invece, mano sua nei miei capelli. Occhi negli occhi. Pezzo di cuoio del letto che scricchiola. Il suo cazzo duro ora preme contro mia coscia. ‘Cazzo, sei bagnata’, dice rauco. Io arrossisco, ma allargo gambe. Peignoir? No, io in shorts leggeri, lui nudo. Lo tiro giù i pantaloncini, mano sul suo cazzo grosso, venoso. ‘Fottimi’, gemo. Lui mi spinge supina, apre mie gambe. Fiuto mio, eccitazione pura. Lingua sua su mia fica, clitoride gonfio. ‘Buona… salata di mare’. Lecco, succhio, io urlo piano.
Il Sesso Esplosivo e il Ricordo Indimenticabile
Poi, mi gira, mi mette a pecorina. Cazzo entra lento, pieno. ‘Ahhh… sì, più forte!’. Spinge, palle che sbattono su mio culo. Calore stanza, sudore che cola, sapore sale sulla pelle sua. Io lo cavalco dopo, tette che ballano, capezzoli duri. Lui sotto, mani su fianchi. ‘Vieni, troia del mare’, ringhia. Orgasmo mio primo, figa che stringe, squirto un po’. Lui non ferma, mi ributta giù, pompa selvaggio. ‘Prendo la tua fica!’. Sborra dentro, caldo, profondo. Io tremo, altro orgasmo. Resta in me, baci sudati. Nessuna parola, solo respiri affannati.
Due ore così. Multi orgasmi suoi? No, io lo servo, lo faccio venire due volte. Cazzo sempre duro, fica mia distrutta, rossa. Niente preliminari infiniti, solo carne cruda. Non ho visto tutto, ma sentito: poils suoi pubici ruvidi, umidità nostra che cola.
Dopo, doccia veloce, acqua fredda che punge. ‘Devo partire, treno per Roma’. Lui sorride, ‘Segreto nostro’. Esco hotel, sole caldo, valigia in mano. In treno, finestrino, ricordo suo cazzo in me, odore, urgenza. Lontana da casa, anonima, libera. Nessuno sa. Ancora bagnata al pensiero.