L’Avventura Infuocata nel Lounge di Fiumicino
Ero in lounge VIP a Fiumicino, diretta in Sardegna per una vacanza al mare. Il sole italiano bruciava fuori dalle vetrate, ma dentro l’aria condizionata mi ghiacciava la pelle sudata. Mi siedo su una poltrona di cuoio nero, liscio e caldo contro le cosce nude sotto la gonna leggera. Il rumore sordo dei motori lontani vibra nell’aria.
La vedo lì, al bar: una mora snella, occhi azzurri che brillano, abito bianco attillato che le segna i fianchi. Sembra agitata, stringe un bicchiere di prosecco. Le sorrido, ci avviciniamo. ‘Prima volta qui?’ le chiedo. ‘No, transito per Barcellona, viaggio d’affari,’ risponde con un sorriso timido, ma gli occhi la tradiscono. Parliamo di voli persi, di libertà in giro per il mondo. L’odore del suo profumo misto a sudore mi eccita. Le nostre ginocchia si sfiorano sul cuoio.
La Tensione nel Lounge VIP
‘Ti va un altro drink?’ propongo. Lei annuisce, le mani tremano un po’. Racconta di una relazione finita, di un’amante lasciata per un fidanzato. Io rido piano: ‘Lontano da casa, nessuno giudica.’ I suoi occhi si accendono. Le mie dita sfiorano la sua coscia, sotto il tavolo. Lei non si ritrae, anzi, sospira. ‘Ho una camera nell’hotel dell’aeroporto, mezz’ora prima del mio volo,’ mormora. Il cuore mi batte forte, la fica già umida.
Ci alziamo, il lounge ci inghiotte. Camminiamo veloci verso l’hotel transit, la moquette soffoca i nostri passi. Entriamo nella stanza: clim gelida, lenzuola bianche, vista sulle piste. La chiudo a chiave, la spingo contro la porta. Le nostre bocche si incollano, lingue avide, sapore di prosecco e sale sulla pelle. ‘Cazzo, quanto ti voglio,’ ansimo. Le mani sotto il suo abito, palpo le tette piccole e sode, capezzoli duri. Lei geme, mi slaccia la blusa.
La butto sul letto, le alzo la gonna: perizoma trasparente, fica rasata che traspare bagnata. ‘Sei fradicia,’ dico, e le infilo due dita di colpo. Lei urla piano, ‘Sì, scopami!’ Il suo buco stretto mi succhia le dita, umido e caldo. La lecco piano prima, lingua sulla stoffa, poi la strappo via. Odore di figa eccitata, gusto salato. La divoro: clitoride gonfio tra le labbra, la succhio forte mentre la dito veloce. Lei si inarca, ‘Oh dio, la lingua lì!’ Gambe aperte, mi stringe la testa.
La Scopata Intensa nella Camera
Mi giro sopra di lei, fica sul suo viso. ‘Leccami,’ ordino. La sua lingua timida entra nelle mie labbra gonfie, lecca il succo che cola. Io continuo a mangiarmela, dita dentro e pollice sul culo. Geme nella mia fica, vibrazioni deliziose. Vengo prima io, spasmi violenti, le inondo la bocca. ‘Brava troia,’ gemo. Poi lei esplode: fica che pulsa, schizzi caldi sulla lingua, corpo tremante.
La lascio masturbarsi un attimo, guardo la sua mano nel perizoma, dita che entrano e escono veloci. Scatto una foto col telefono, per ricordo. Lei sorride esausta. Ci rivestiamo in fretta, sudate, profumo di sesso nell’aria.
Torno in lounge, il mio volo chiama. Sul gate, assaporo ancora il suo sapore salato sulle labbra, la pelle umida sotto la lingua. Lei è partita per Barcellona, io per il mare. Anonimi, perfetti. Nessun nome, solo orgasmi folli. Libertà pura.