La Mia Scopata Torrida nel Lounge dell’Aeroporto di Fiumicino
Ero a Fiumicino, di ritorno dalle vacanze al mare in Sicilia. Sole cocente fuori, dentro il lounge VIP l’aria condizionata mi ghiacciava la pelle. Mi ero seduta su quel divano di pelle nera, liscio e fresco contro le cosce nude sotto la gonna leggera. Sudavo ancora per il caldo italiano, gusto di sale sulle labbra. Il mio volo per Roma centro tra un’ora scarsa. Libertà totale, lontana da casa, da occhi che giudicano.
Lo vedo lì, in fondo al bar. Cinquantenne, alto, calvo, occhi azzurri penetranti. Abito grigio su misura, cravatta allentata. Business man, tipo parigino in transito. Mi fissa, io gli sorrido. Eccitazione dell’ignoto mi pizzica la fica. Mi alzo, gli passo vicino. ‘Buongiorno’, dico con voce bassa. ‘Ciao, bellissima’, risponde lui, accento francese. Ordiniamo drink, gin tonic ghiacciato che cola condensa sul bicchiere.
L’Incontro Casuale nel Lounge VIP
Parliamo. Lui è Paul, 57 anni, da Parigi per un affare a Napoli. Io Sofia, 25, single e vogliosa. La sua mano sfiora il mio ginocchio, sale piano. ‘Mi fai impazzire’, mormora. Sento il cuore battere forte, la clim ronzante, rumore lontano di motori che decollano. ‘Il mio volo…’, esito. ‘C’è tempo per un po’ di divertimento’, dice, occhi che bruciano. ‘Ho una camera al T3 hotel, cinque minuti a piedi. Vieni?’. Annuisco, bagnata già. Urgenza del partenza ci eccita di più.
Camminiamo veloci, aria calda umida ci avvolge, sudore misto. Ascensore hotel: mi bacia rude, lingua invadente, mano sotto gonna sulla fica liscia. ‘Sei depilata, troietta’, ringhia. Porte si aprono, entriamo. Camera buia, clim polare, lenzuola bianche croccanti, vista sulle piste illuminate.
Mi strappa la gonna, reggiseno vola via. Seni grossi liberi, capezzoli duri. ‘Inginocchiati, succhia la mia cazzo’. Slaccia pantaloni, esce verga grossa, venosa, odore muschiato. La prendo in bocca, godo il glande salato, pre-sborra appiccicosa. ‘Brava puttana, ingoiala tutta’. Mi forza la gola, palle pesanti contro mento. Le lecco, pelose, sudate. Geme forte.
L’Esplosione di Passione nella Camera d’Hotel
Mi butta sul letto, divarica cosce. ‘Fica perfetta, bagnata fradicia’. Lingua sul clito, vortica, succhia. Dita in bocca mia, poi due nel culo stretto. ‘Ti sfondo il culetto’. Geme, ‘Sì, Paul, scopami’. Cracha sul cazzo, entra piano in fica. Duro, spesso, mi riempie. Pompa forte, pancia contro pancia sudata. ‘Urla, troia’. Io grido, unghie nella schiena sua. Mezz’ora così, orgasmo mi squassa, contrao muscoli intorno alla sua mazza.
‘Girati, cul in aria’. Sputa sul buco, lubrifica con fica mia. Punta glande, spinge. Dolore, poi piacere. ‘Stretto da morire, vergine quasi’. Mi incula piano, poi bestiale. Schiaffi su chiappe, ‘Mia puttana da viaggio’. Urlo, ‘Sì, défoncarmi il culo!’. Transpira, odore sesso pesante. Esce, mi rigira, ‘Apri bocca’. Sborra calda, densa, in gola. Molta, couilles piene. Avvolo, ingoio tutto, lecco pulito.
‘La giornata è lunga’, dice, ma io controllo orologio. ‘Devo andare’. Mi vesto veloce, fica e culo pulsanti, sperma in bocca ancora. Bacio veloce, ‘Torna, salope’. Corro al gate, aereo ronza, decolla. Finestrino, luci piste svaniscono. Ricordo il suo cazzo, il sale sudore, l’anonimato totale. Nessuno sa, solo io e quel fuoco tra cosce. Prossimo viaggio, chissà…