La Mia Escale Infuocata a Parigi: Sesso Selvaggio con uno Sconosciuto
Ero stanca morta, arrivo a Parigi CDG per un viaggio d’affari. Escala di due ore prima del volo per Roma. Mi rifugio nel lounge VIP, aria fresca della clim che mi accarezza la pelle sudata dal caldo romano. Sedili di cuoio morbido, odore di caffè forte e profumi costosi. Mi siedo con un gin tonic, gambe accavallate, gonna stretta che sale un po’. Lontana da casa, da tutto, mi sento libera. Nessuno mi giudica qui.
Lo vedo entrare. Trentacinque anni, francese, alto, occhi scuri che bucano. Camicia aperta sul petto liscio, pantaloni che segnano un culo sodo da urlo. Si siede vicino, mi guarda. ‘Buonasera, italiana?’, sorride. ‘Sì, Sofia. E tu?’. ‘Fabrice, parigino doc’. Parliamo, voci basse sul brusio dei motori lontani. Lui d’affari, io pure. Ma i suoi occhi scendono sul mio décolleté, io fisso quel culo quando si alza per un drink. Cuore che batte forte, eccitazione dell’ignoto. ‘Hai fretta?’, mi chiede. ‘Volare tra un’ora, ma…’. Rido, sfioro la sua mano. La tensione sale, aria elettrica. ‘Andiamo a un hotel vicino? Cinque minuti a piedi’. Non penso, annuisco. Urgenza del mio volo, ma lo voglio ora.
L’Incontro Casuale nel Lounge e la Tensione che Sale
Camminiamo veloci, aria umida parigina, sapore di sale sulla pelle per il sudore. Hotel anonimo vicino all’aeroporto, camera con clim gelida, lenzuola fresche. Porta chiusa, mi spinge contro il muro. Bacio famelico, lingue che si intrecciano, mani ovunque. ‘Cazzo, sei bollente’, ansima. Gli slaccio la cintura, palpo quel culo perfetto, duro come marmo. ‘Mi piace il tuo culo, lo voglio’. Lui ride, mi strappa la gonna. Nuda tranne reggiseno rosso, fica già bagnata. ‘Dimmi cosa vuoi’, gli ordino. ‘Te, ora’. Lo spingo sul letto, gli calo i pantaloni. Cazzo duro, grosso, venoso. Lo prendo in mano, lo lecco piano, sapore muschiato. ‘Mettiti la gomma’, dico secca.
L’Esplosione di Passione nella Camera d’Hotel
Lo cavalco senza pietà. Mi siedo sul suo cazzo, lo infilo tutto nella fica fradicia. ‘Ahhh, sììì!’, gemo forte. Muovo il bacino, avanti indietro, lo monto come una puledra. Lui geme, mani sui miei tette piccole e sode, le strizza. Clac clac della pelle che sbatte, clim che ronza, odore di sesso che riempie la stanza. ‘Più forte, scopami!’, urlo. Inclino il culo, lo sento pulsare dentro. Orgasmo che arriva, mi contrae la fica, tremo tutta. ‘Sto venendo!’, grido. Lui non ancora. Mi alzo, gli tolgo la gomma. ‘Ora sborrami in faccia’. Si sega veloce, io lo guardo, apro la bocca. Prima sborrata calda sui miei seni, poi sulle guance, labbra. Gocce dense, salate. Lecco il cazzo, assaggio la sua sborra, amara e cremosa. ‘Prima volta che ingoio, non è male’. Rido, lui ansante: ‘Sei una diavola’.
Dieci minuti dopo, mi rivesto veloce. ‘Devo andare, il volo’. Bacio rapido, esco. In aereo, sedile vibra coi motori, ricordo il suo cazzo in bocca, la sborra sulla pelle, quel culo tra le mani. Anonymat totale, solo un numero sul mio telefono che non chiamerò. Lontana da Roma, da casa, ho vissuto. Libera, eccitata ancora. Chissà, un altro lounge, un’altra avventura.