La Mia Escale Infuocata nel Lounge dell’Aeroporto

Ero in viaggio d’affari da Napoli a Milano, scalo a Fiumicino. Caldo afoso di fine estate, sudore che pizzica la pelle. Entro nel lounge VIP, aria condizionata ghiacciata che mi fa venire i brividi sotto il vestitino leggero. Sedili in pelle nera, morbidi, odorano di lusso e cuoio caldo. Prendo un prosecco, gelo nel bicchiere che gela le dita.

Lo vedo lì, alto, biondo, occhi chiari che scintillano sotto le luci basse. Abito elegante, camicia aperta sul petto abbronzato. Si siede vicino, ‘Ciao, italiana? Sembri accaldata.’ Sorrido, ‘Sì, questo sole romano… tu?’ ‘Francese, in transito per Parigi.’ Parliamo, voci basse sul brusio dei motori lontani. Gambe che si sfiorano per sbaglio, no, non per sbaglio. La sua mano sul mio ginocchio, ‘Mi piaci, hai occhi che promettono guai.’ Cuore che batte forte, fica che si bagna piano. Libertà qui, nessuno mi conosce, nessuno giudica.

L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale

‘Ti va una passeggiata?’ Mi alzo, lo seguo in un angolo semibuio del lounge, tende pesanti. Mi bacia, lingua invadente, sapore di whisky e menta. Mani sul mio culo, stringe forte. ‘Sei bagnata, vero?’ Annuisco, ansimo. ‘Andiamo, ho una camera al day-use qui vicino.’ Urgenza del volo tra un’ora, ma cazzo, lo voglio ora.

Camminiamo veloci, corridoio asettico, chiave magnetica che bippa. Camera d’albergo aeroporto, lenzuola bianche fresche, clim che ronza. Mi spinge sul letto, vestitino strappato via. ‘A quattro zampe, troia.’ Obbedisco, eccitazione pura. Mi lecca la fica da dietro, lingua che scava, succhia il clitoride. Gemo forte, ‘Sì, così!’ Dita nel culo, lubrifica con saliva. ‘Ti inculerò duro.’ Il suo cazzo grosso, vene pulsanti, lo strofina sulla mia fessura.

Il Sesso Crudo e l’Orgasmo Esplosivo

Entra piano in fica prima, pompa forte, palle che sbattono. ‘Cazzo, sei stretta!’ Mi gira, mi attacca al muro, gambe aperte. Succhio il suo cazzo, bava che cola, gusto salato di pre-eiaculazione. Poi, ‘Ora il culo.’ Mi unga con crema dall’albergo, dito dentro, poi due. Grido, dolore misto piacere. Spinge la cappella, apro le chiappe. ‘Rilassati, puttana.’ Entra tutto, centimetro dopo centimetro, mi spacca il culo. Pompa selvaggio, sudore che cola, pelle che schiocca. ‘Ti piace essere inculata da uno sconosciuto?’ ‘Sì, scopami più forte!’ Orgasmo che arriva, squirto sulla moquette, lui mi riempie il culo di sborra calda, gocciola fuori.

Ansimo sul letto, corpo tremante. Si riveste, bacio veloce. ‘Il tuo volo?’ Guardo l’orologio, corro. In aereo, sedile stretto, culo dolorante che pulsa sul cuoio. Ricordo il suo odore, il bruciore, l’anonimo totale. Nessuno saprà mai, solo io e quel francese fantasma. Sorriso segreto, mano tra le cosce, ancora bagnata. Che viaggio.

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