La Mia Avventura Bollente nel Lounge di Fiumicino
Ero in viaggio d’affari da Milano a Barcellona, scalo a Fiumicino sotto questo sole italiano che brucia la pelle. Aria umida, odore di mare mischiato al carburante degli aerei. Entro nel lounge VIP, pelle d’oca per la clim gelida che mi accarezza le gambe sotto la gonna leggera. Mi siedo su una poltrona di cuoio nero, morbida, che scricchiola piano. Ordino un prosecco fresco, bollicine che pizzicano la lingua.
Lo vedo lì, alto, capelli scuri un po’ scompigliati, occhi azzurri da straniero – forse tedesco o olandese. Camicia bianca tesa sui muscoli, pantaloni che lasciano poco all’immaginazione. Si siede vicino, il nostro ginocchia si sfiorano. ‘Bella giornata per volare, no?’ dice con accento sexy. Sorrido, arrossisco un filo. Parliamo di viaggi, di città lontane. Le sue mani grandi gesticolano, e ogni tanto sfiorano il mio braccio. Sento il calore salire, la fica che si bagna piano. Lontana da casa, nessuno mi conosce. Libertà pura.
L’Incontro Casuale e la Tensione che Sale
‘Ti va un posto più tranquillo?’ gli chiedo, voce bassa, occhi fissi nei suoi. Annuisce, ci alziamo. Camminiamo veloci verso una saletta privata del lounge, luci soffuse, rumore ovattato dei motori in lontananza. Chiudo la porta, lui mi spinge contro il muro. Baciame voraci, lingue che si intrecciano, sapore di whisky sul suo alito. Le sue mani sotto la gonna, dita che scivolano sulle mutandine umide. ‘Cazzo, sei già pronta,’ mormora.
Gli slaccio la cintura, tiro giù i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, duro come ferro, vene gonfie, cappella rossa e lucida. Lo prendo in mano, lo accarezzo piano, poi lo infilo in bocca. Succhio forte, lingua che gira intorno, lo sento gemere. ‘Porca puttana, che bocca.’ Mi alzo, mi giro, appoggio le mani al muro. Mi tira giù le mutandine, le fa scivolare sulle caviglie. Sento la sua cappella premere contro la fica bagnata, poi entra tutto d’un colpo. ‘Ahhh!’ gemo, lui mi afferra i fianchi, pompa forte.
L’Esplosione di Passione e il Ricordo Indimenticabile
Mi scopa senza pietà, cazzo che entra e esce, colpi secchi che mi fanno tremare le tette. I capezzoli duri sfregano contro il reggiseno, sudore che cola tra i seni. Il suo pollice mi stuzzica il clitoride, cerchi veloci. ‘Ti piace, troia?’ ‘Sì, fottimi più forte!’ grido piano, per non farci sentire. Sento i suoi testicoli sbattere contro il mio culo, umido di succhi. Mi piega di più, una mano nei capelli, tira. Odore di sesso, di sudore, di noi. La clim fredda mi fa venire i brividi, ma dentro brucio.
Vengo per prima, fica che si contrae intorno al suo cazzo, urlo soffocato. Lui accelera, ‘Sto per venire,’ ansima. ‘Dentro, riempimi!’ gli dico. Spinge profondo, sparge sperma caldo dentro di me, fiotti che colano. Restiamo così un attimo, ansimanti, corpi appiccicati. Poi ci stacchiamo veloci.
Ci rivestiamo in fretta, mutandine zuppe, gonna storta. Un bacio veloce, ‘Grazie per il volo migliore,’ ride lui. Esco, gambe molli, sperma che mi scivola tra le cosce. Riprendo il mio gate, aereo che ronza. Mi siedo al posto, finestrino, guardo la pista. Ricordo il suo cazzo in bocca, il sapore salato dello sperma, il brivido dell’anonimato. Lontano da casa, tutto permesso. Sorriso sulle labbra, atterro a Barcellona con la fica ancora pulsante.